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L’Italia ratifica l’accordo sullo scambio di informazioni fiscali con il Vaticano

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Il 22 Luglio 2016 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (G.U. 170) la legge n. 137/2016, la quale ratifica e dà esecuzione alla Convenzione conclusasi il 1 Aprile 2015 tra Governo della Repubblica italiana e Santa Sede in materia fiscale. L’entrata in vigore della Convenzione è prevista per il giorno successivo alla ratifica della Santa Sede.

L’accordo è frutto di un lungo percorso di riforme intrapreso da quest’ultima già a partire dal 2010, anche mediante la creazione di specifici organismi dotati di competenze economico-fiscali.

L’importanza della Convenzione

La Convenzione risulta particolarmente innovativa, poiché l’Italia rappresenta il primo Paese con cui la Santa Sede sottoscrive un’intesa per lo scambio di informazioni.

L’unicità di tale accordo è sicuramente legata alla speciale rilevanza dei rapporti tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, caratterizzati da mutua collaborazione ed improntati alla ricerca di soluzioni condivise in materie di interesse comune. La Convenzione trova, però, indubbiamente, la sua vera giustificazione nella crescente importanza assegnata al processo di affermazione a livello globale della trasparenza in campo delle relazioni finanziarie, per cui si rende necessario, al fine di garantire la più ampia nitidezza possibile, uno scambio di informazioni ai fini fiscali.

I confini dello scambio di informazioni

Riprendendo le parole utilizzate dallo stesso Segretario per i rapporti con gli Stati, Paul Richard Gallagher, nel comunicato stampa n. 75 del 2015:

La Convenzione consentirà il pieno adempimento, con modalità semplificate, degli obblighi fiscali relativi alle attività finanziarie detenute presso enti che svolgono attività finanziaria nella Santa Sede da alcune persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti in Italia. Gli stessi soggetti potranno accedere ad una procedura di regolarizzazione delle stesse attività, con i medesimi effetti stabiliti dalla l. n. 186/2014.

In base a quanto disposto dall’art. 1 della Convenzione, le autorità competenti delle Parti contraenti si scambieranno le informazioni verosimilmente rilevanti per applicare le disposizioni in essa contenute. Il riferimento alle “informazioni verosimilmente rilevanti” ha l’evidente scopo – esplicitato al paragrafo 8 dello stesso art.1 – di garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio possibile, escludendo, però, le c.d. fishing expedition così come le richieste di informazioni di rilevanza non verosimile in merito agli affari fiscali.

Verso l’entrata in vigoreLike-FB-GLConsulting2bis

Lo scambio di informazioni tra le autorità competenti delle Parti contraenti, grazie all’abolizione del segreto bancario, permetterà un’invasiva politica di contrasto all’evasione.

Le richieste di dati e informazioni riguardanti le posizioni contributive potranno riferirsi a fatti esistenti o circostanze realizzatesi a partire dal primo gennaio 2009.

Di particolare interesse risulta la disciplina della voluntary disclosure vaticana: è l’art. 2 ad elencare i soggetti che possono usufruire di tassazione forfettaria del 20%.

[Fonti: Aodv231.it, Fiscoetasse.com, D.Lgs. 231/2001 – macrofamiglia art. 25-octies, legge n. 137/2016]

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