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La fotografia nei social: i filtri piacciono, anche ai professionisti!

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Sono ormai diversi anni che ci siamo abituati a vedere fotografie di paesaggi, persone, oggetti, animali, selfie e chi più ne ha più ne metta con colori, sfumature, luci e ombre completamente ritoccate. Social come Instagram prevedono un sistema di fotoritocco incorporato, ma ormai qualsiasi app fotografica include filtri e sistemi di correzione, ritocco e ritaglio.

VBQSBXBAO8In effetti, nella maggioranza dei casi una fotografia ritoccata ci sembra esteticamente più gradevole: colori più sgargianti o volutamente sbiaditi, ombre romantiche, toni caldi o virati su una particolare tinta… insomma la foto “piatta” e semplice che scattiamo acquisisce carattere e uno stile tutto suo. Tutto suo??? Ormai forse non più: siamo così abituati a vedere fotografie ‘pimpate’ che pubblicare un originale potrebbe risultare quasi eversivo.

Chiaramente non parliamo di fotografia professionale, ma della crescente passione amatoriale per la condivisione di ritratti e momenti: spesso sono scattate con il telefonino e vengono corrette in pochi minuti, pronte ad essere sfornate su Pinterest, Twitter, Facebook o Instagram… oppure inviata via whatsapp. Ma perché tutto questo fotoritocco? Beh non a caso certamente! Gli Yahoo Labs’, proprietari di Flickr, hanno infatti svolto un sondaggio in merito, investigando sui propri iscritti per comprendere il loro livello di coinvolgimento grazie a like, preferiti, commenti e visualizzazioni.

Like-FB-GLConsulting2bisOsservando il vastissimo pubblico di 7.6 milioni di iscritti a Flickr si è scoperto che l’utilizzo di filtri aumenta di molto il grado di coinvolgimento con il sito. Le fotografie editate con filtri hanno il 21% di probabilità in più di essere guardate e il 45% di probabilità di essere commentate: insomma basta un rapido ritocco per avere molto più successo nella condivisione!

Ma un ritocco qualunque non va bene: ci sono filtri che piacciono molto più di altri, infatti quelli che aumentano il contrasto e che correggono l’esposizione favoriscono il coinvolgimento così come filtri che scaldano i colori hanno molto più successo di più di quelli che rendono i toni più freddi. È particolarmente interessante vedere come, da questo studio, sia emerso che anche i fotografi più professionali utilizzino talvolta i propri smartphones per correggere errori fotografici e migliorare la qualità estetica dei loro scatti.

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Abbiamo quindi un’evoluzione piuttosto rapida: dall’uso prettamente social e amatoriale dei filtri fotografici, ad un passaggio di questi strumenti nelle mani degli appassionati e degli esperti del settore fotografico. Tuttavia, mentre un professionista tende a utilizzare strumenti di correzione per accentuale l’attenzione su determinati oggetti o per ravvivare i colori, l’utente medio preferisce un effetto vintage per rendere i propri scatti originali e giocosi.

In quale categoria vi inserireste? Quali filtri preferite? Aspettiamo i vostri commenti!

[Fonti: Thenextweb.com, “Why We Filter Our Photos and How It Impacts Engagement” di Saeideh Bakhshi, David Ayman Shamma, Lyndon Kennedy, Eric Gilbert]

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