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La non punibilità per tenuità del fatto non si applica nei comportamenti abituali

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La non punibilità per particolare tenuità del fatto

Il Decreto Legislativo numero 28 del 16 marzo 2015 sulle “Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto” definisce che possa essere concesso il beneficio di non punibilità per qualsiasi fattispecie criminosa, anche nell’assegnazione delle pene ex D.Lgs. 231/2001, a patto che sussistano particolari condizioni.

Nello specifico deve trattarsi di reati per cui è prevista una pena detentiva non superiore ai 5 anni o una pena pecuniaria e in cui “per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell’articolo 133, primo comma, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale.

Mentre non può essere applicata la particolare tenuità del fatto nei casi in cui l’autore agisca per motivi abietti o futili, o con crudeltà, o approfittando di condizioni di minorata difesa della vittima, o quando tra le conseguenze non volute del reato ci siano la morte o lesioni gravi.

In poche parole, per poter applicare tale “sconto” bisogna considerare 3 fattori:

  1. Le modalità della condotta
  2. L’esiguità del danno o del pericolo
  3. Il grado di colpevolezza

Con l’immediata conseguenza che sia necessario svolgere una valutazione complessa che non consideri solo la gravità della lesione, ma una serie di condizioni collaterali.

I comportamenti abituali sono puniti

Ad esempio, nel caso in cui il comportamento possa essere ritenuto abituale, ossia l’autore abbia commesso più reati della stessa indole anche se tutti isolati e di particolare tenuità, allora non si applica la non punibilità poiché abbiamo di fronte un delinquente abituale, professionale o per tendenza che deve quindi essere punito.

La particolare tenuità per rifiuto di sottoporsi all’alcoltest

Nel caso in questione, la cui sentenza numero 13682/2016 è stata depositata lo scorso 6 aprile, il reato consiste nel rifiuto di sottoporsi all’alcoltest, in violazione dell’art. 186 comma 7 del codice della strada. Il reato in sé rientra sicuramente tra i fatti particolarmente tenui proprio perché non ci sono tipologie di reato cui non si applichi laLike-FB-GLConsulting2bis causa di non punibilità e il reato omissivo non può esserne escluso.

Ciononostante, in questo caso, uno dei 3 fattori necessari per scontare la pena non viene rispettato: il reo infatti risulta aver adottato dei comportamenti “seriali”, commettendo più crimini della stessa indole anche dopo quello oggetto di processo e rendendo impossibile considerare il fatto particolarmente lieve.

[Fonti: Aodv231.it, Studiocataldi.it, Gazzettaufficiale.it]

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