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La nuova confisca in caso di reati tributari da parte di enti o legali rappresentanti

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Dal 22 ottobre 2015 è entrato in vigore il decreto legislativo 158/2015 circa la Revisione del Sistema Sanzionatorio, che apporta modifiche al regime dei reati tributari. Le soglie di punibilità per reati come l’omesso versamento dell’IVA o delle ritenute risultano rialzate rendendo più difficile incorrere in sanzioni. Anche per le aziende sono state introdotte delle novità: se da un lato le persone giuridiche possono subire confische per evasioni fiscali commesse dal proprio legale rappresentante, dall’altro l’arrivo nell’elenco dei reati presupposto dell’autoriciclaggio sembra poter comportare l’apertura ai reati tributari in ambito 231.

In merito alle disposizioni del presente decreto viene fatta chiarezza con la relazione numero III/05/2015 del 28 ottobre 2015 dell’ufficio del Massimario della Corte di Cassazione, settore penale.

Like-FB-GLConsulting2bisLe Sezioni unite della Corte di Cassazione chiariscono che non si può disporre la confisca per equivalente nei confronti dell’ente fatta eccezione per il caso in cui l’ente stesso non sia altro che un mero schermo della persona fisica. Inoltre “laddove il profitto del reato consista in somme di denaro o in altri beni fungibili il sequestro preventivo e la confisca assumerebbero sempre la natura di confisca diretta e, di conseguenza, sarebbe senz’altro adottabile anche nei confronti di una società in relazione agli illeciti tributari commessi dalla persona fisica che l’amministra e la dirige […]”.

Infine, nel caso in cui la confisca riguardi somme di denaro pari al profitto dell’illecito fiscale non è necessario verificare che tali somme provengano dal delitto o che siano effettivamente a disposizione dell’indagato. Tale denaro deve infatti unicamente coincidere con il valore del profitto del reato senza esserne direttamente legato proprio perché non esiste “alcun nesso pertinenziale tra il reato e il bene da confiscare”.

Qualora il legale rappresentante di un’azienda compia un reato tributario traendo vantaggio dal mancato versamento di tasse e imposte è quindi possibile confiscare una somma di denaro equivalente a quella sottratta anche se il denaro confiscato non corrisponde direttamente a quello “rubato”.

[Fonti: Aodv231.it, Cortedicassazione.it]

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