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La redazione del Dpss è obbligatoria?

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Per rispondere in maniera più chiara possibile a questa domanda possiamo dire che no, in effetti la redazione del Dpss non è più obbligatoria per legge da quando recentemente il Decreto Monti ha abolito la normativa che la rendeva tale. Il discorso però non si conclude qui. Sebbene la redazione del documento sia stata abolita ci sono validissime ragioni per continuare a farlo.
In primis possiamo dire che il venir meno del Dpss non fa decadere tutte le altre norme inerenti la privacy ma al limite semplifica il lavoro.

Tutto ciò che riguarda informative, lettere di incarico, richiesta consensi, amministratore di sistema, gestione password, firewall, backup, misure inerenti la videosorveglianza, l’utilizzo dei pc da parte dei dipendenti, gps sulle auto, …  rimane in vigore e deve essere svolto secondo le norme di legge che non sono né semplici né prive di elementi interpretativi. Il fare il punto di queste cose in un documento come il Dpss permette di controllare di aver fatto tutto in maniera puntuale e precisa. Inoltre in caso di controllo degli enti preposti o di contenzioso il Dpss è una prova positiva di quanto fatto.

Inoltre, redigere un Documento sulla Privacy ogni anno evidenzia i rischi e le misure di sicurezza adottate. E poichè rimane obbligatorio per il Titolare verificare quanto fatto dal Responsabile, individuare puntualmente o per categorie chi può accedere a quali dati, verificare la presenza delle misure minime, verificare la distribuzione di lettere di incarico ed informative, il Dpss semplifica notevolmente i processi di controllo. In generale nel contesto dell’argomento Privacy effettuando un vero e proprio audit almeno una volta all’anno è possibile verificare nuovi interventi normativi avvenuti (si pensi solo a quanto successo in materia di Videosorveglianza, GPS, Cookie, Reti Wi-Fi,…) negli ultimi due anni.

Da non dimenticare che il Regolamento Europeo in fase di approvazione va proprio in questa direzione.

 

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