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La responsabilità degli enti nei nuovi reati di corruzione e concussione ex L. 190/2012

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Approvata la legge anticorruzione L. 190/2012 sulle “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” che interviene sui reati commessi da privati e pubblici ufficiali. Nel tentativo di allineare le misure di prevenzione italiane con le best practices internazionali, la Legge 190/2012 interviene sul codice penale diversi livelli, in particolare:

  • Aumentando il minimo sanzionatorio di reclusione per il reato di peculato
  • Distinguendo il reato di concussione per induzione da quello per costrizione
  • Distinguendo la corruzione impropria da quella propria
  • Punendo la corruzione tra privati con un periodo di reclusione che varia da uno a tre anni
  • Introducendo il reato di traffico di influenze illecite per cui è prevista una reclusione da 1 a 3 anni

Nonostante gli interventi sostanziali, il Rapporto Anticorruzione 2014 dell’Unione Europea definisce i provvedimenti presi insufficienti a contrastare i costi che la corruzione comporta, i quali incidono fortemente sul PIL italiano. Una Legge quindi che suscita opinioni contrastanti: alcuni la trovano insufficiente, altri la reputano eccessiva, ma certamente non si può escludere che sia andata a intervenire anche sulla responsabilità amministrativa degli enti in ambito 231.

Reato di concussione
Per quanto riguarda la concussione, l’approvazione della nuova legge distingue quelle che erano ritenute ipotesi di una stessa condotta in due differenti tipi di reato:

  1. La concussione per costrizione, ossia l’abuso da parte di pubblico ufficiale delle proprie qualità o poteri al fine di costringere terzi a dare o a promettere indebitamente denaro o altra utilità – in questo caso la persona costretta a “pagare” viene riconosciuta come parte offesa dal reato
  2. La concussione per induzione ossia l’abuso, da parte di pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio, delle proprie qualità o poteri al fine di indurre terzi a dare o a promettere indebitamente denaro o altra utilità – in questo caso la persona indotta a “pagare” viene riconosciuta come agente al pari del pubblico ufficiale

Nel caso di concussione per induzione un ente viene riconosciuto come responsabile quando il “pagamento” viene effettuato da un apicale o subalterno nonostante egli abbia un evidente supporto psicologico aziendale e la possibilità di comunicare a superiori e colleghi quanto sta accadendo rifiutandosi quindi di commettere il reato e di concludere l’accordo illecito con il funzionario pubblico.

Reato di corruzione
Con le modifiche introdotte dalla L. 190/2012, la “Corruzione per un atto d’ufficio” viene sostituita dalla “Corruzione per l’esercizio della funzione” che va a incidere sia sui casi di corruzione per atto di ufficio da realizzarsi che su quelli già compiuti. Vengono quindi sensibilmente modificati i confini del reato stesso che non è più riconosciuto laddove il pubblico ufficiale viene “pagato” per compiere un atto del suo ufficio, ma per esercitare le proprie funzioni e poteri, ovvero anche solo frazioni di atti complessivi o atti che derivino da semplici consuetudini interne all’ufficio.

Like-FB-GLConsulting1Vengono inoltre inasprite le pene in caso di corruzione tra privati, includendo tra i soggetti attivi che incorrono in responsabilità anche i subordinati agli apicali, e ridefinendo la condotta che costituisce il reato stesso, che si concretizza nel compimento o nell’omissione di un atto che implichi una violazione dei propri obblighi di ufficio a fronte di una promessa di denaro o di altro beneficio.

In ambito 231, per poter evitare sanzioni, l’ente è tenuto non solo ad aggiornare i propri modelli enunciando i nuovi delitti, ma a predisporre un sistema di prevenzione e controllo sulle procedure aziendali con l’obiettivo di evitare illeciti.


[Fonti: Sole24Ore.it, Gruppopls.it]

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