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La responsabilità dell’azienda in caso di lesioni gravi e gravissime

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Con la legge 123 del 2007 le disposizioni sulla responsabilità amministrativa di enti e aziende previste dal Decreto 231/2001 iniziano ad essere applicate anche nel caso di reati di omicidio colposo e di lesioni personali colpose gravi e gravissime commessi violando le norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro. Anche l’art.300 del Decreto 81/2008, che sostituirà proprio quella legge un anno dopo, confermerà pienamente tale scelta.

È quindi fondamentale capire cosa si intenda per lesioni grave e gravissime e, per farlo, possiamo prendere a riferimento l’articolo 583 del Codice Penale:

La lesione personale è grave […]: 1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni; 2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo;

La lesione personale è gravissima […] se dal fatto deriva: 1) una malattia certamente o probabilmente insanabile; 2) la perdita di un senso; 3) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l’arto inservibile, ovvero la perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella; 4) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso.”

Bisogna poi tenere a mente che, perché venga chiamata in causa la responsabilità amministrativa, è necessario che tali reati siano compiuti nell’interesse dell’azienda e con violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro – per intenderci quelle contenute nel D.Lgs. 81/2008. Inoltre, non parliamo solo di infortuni ma anche di malattie professionali.

A fare la differenza tra l’applicazione del regime di responsabilità amministrativa o meno in caso di lesioni di questo tipo sono quindi diversi fattori:

  • L’obiettivo perseguito nella commissione del reato (che deve comportare un beneficio per l’azienda);
  • La violazione delle norme sulla tutela del lavoro;
  • La generazione di una lesione grave che determini una malattia della durata superiore ai 40 giorni.

Like-FB-GLConsulting2bisSono state ribadite queste condizioni con la sentenza del 25 febbraio 2015 numero 8531 con la quale la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di due Società a Responsabilità Limitata, condannate dal tribunale alla sanzione pecuniaria di oltre 15 mila euro ciascuna. In questo caso infatti l’ultima delle 3 condizioni non veniva rispettata, poichè il Tribunale aveva commesso l’erroredi ritenere superiore al termine di 40 giorni l’intervallo di tempo intercorso tra la data dell’infortunio del 26/3/2009 e quella relativa alla “comunicazione inchieste infortuni” del 15/4/2009, successiva di soli 20 giorni al ridetto infortunio.

[Fonti: Puntosicuro.it]

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