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La responsabilità dell’ente in caso di infortunio sul lavoro

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Il rappresentante legale di una società di Brescia produttrice di spalmati è stato rinviato a giudizio con l’accusa di lesioni colpose gravi in seguito all’incidente avvenuto ad un operaio. Nell’utilizzare una pala rotante per mescolare prodotti in un fusto, il dipendente è infatti rimasto impigliato riportando una grave frattura al braccio.

Alla società bresciana invece viene contestato l’illecito di cui all’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001perché con riferimento al suddetto reato commesso nell’interesse e vantaggio dell’ente in violazione delle norme sulla tutela della sicurezza sul lavoro la società non adottando alcun modello organizzativo sul punto, rendeva possibile che il datore di lavoro cagionasse con la condotta lesioni personali gravi al lavoratore”.

Like-FB-GLConsulting1Quindi la mancata adozione di un modello organizzativo che fornisse all’operaio le istruzioni e le procedure necessarie ad evitare lesioni e incidenti è stata proposta dall’accusa come una mancanza grave tale da costituire un illecito da parte dell’ente stesso. Durante la prima udienza il Giudice ha prosciolto la società, mentre il processo per accertare la responsabilità penale del datore di lavoro è ancora in corso.

La presenza di un idoneo modello organizzativo avrebbe tuttavia risparmiato all’azienda in quanto persona giuridica il processo: l’investimento nell’adozione di tale documento comporta infatti una forma di tutela in caso di infortuni sul lavoro e costituisce una soluzione pratica anche per prevenirli. Nel caso in cui nell’azienda presso cui avviene l’incidente non fosse presente un modello organizzativo, dimostrare di avere intenzione di realizzarne uno ed iniziare le pratiche per la stesura dello stesso costituisce di per sé un buon motivo, per il Tribunale, per ridurre la sanzione finale.

[Fonti: Tribunaledibrescia.it]

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