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La riforma della normativa 231: un sogno di molti

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L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha recentemente condotto una ricerca analizzando 427 casi di corruzione internazionale nel contesto di Paesi che hanno aderito alla Convenzione sulla lotta alla corruzione. Da questa ricerca è emerso che più del 30% dei casi oggetto di procedimenti giudiziari sono stati scaturiti su iniziativa dell’impresa. Attività come gli audit interni e la gestione di segnalazioni aziendali hanno quindi fatto emergere circa un terzo dei casi di corruzione.

Molti di più di quelli venuti a galla grazie agli interventi dell’autorità giudiziaria o grazie ai programmi di cooperazione tra autorità di giurisdizioni differenti. Questa è la prova tangibile che il ruolo delle imprese è in effetti fondamentale nella lotta alla corruzione: un efficace sistema di prevenzione e di rilevazione delle condotte illecite sarebbe pressoché impossibile se a contribuire nella pratica quotidiana non fossero le aziende stesse.

Il report della ricerca condotta evidenzia come l’importanza di sollecitare le imprese e di favorire questo tipo di cooperazione dovrebbe essere centrale nella normativa stessa. In Italia, infatti, questo tipo di collaborazione è piuttosto raro, e vi sono diverse procedure che possono giustamente generare scetticismo nei potenziali investitori nazionali e internazionali. Tra queste, la divulgazione di informazioni relative alle indagini preliminari fin dall’avvio delle stesse tramite stampa e media, con conseguenti danni spesso irreparabili alla reputazione.

Like-FB-GLConsulting2bisL’idea del Chief Legal and Regulatory Affairs di ENI Massimo Mantovani è che si debba rivisitare il testo legislativo stesso, nell’ottica di contrastare i reati e di favorire lo sviluppo industriale il più possibile. E ha aggiunto: «L’auspicio è che non ci si limiti ad aspetti quali l’incremento della prescrizione e la repressione giudiziale delle condotte, non è sufficiente, occorre un salto in avanti una coalizzazione industria-magistratura che richiede anzitutto regole semplici, certe, non discrezionali, uniformi e premianti per chi collabora».

Anche il compliance officer di Lottomatica Maurizio Rubini sostiene che, avendo la normativa subito molte modifiche nel corso degli anni, sia necessaria una rivisitazione totale che riguardi sia le sanzioni che il ruolo dell’Organismo di Vigilanza. La normativa dovrebbe inoltre essere semplificata e perfezionata in un’ottica costruttiva.

[Fonti: Compliancenet.com]

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