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Lavoratore autonomo e sicurezza sul lavoro: come comportarsi

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Il lavoratore autonomo è colui che svolge un’attività, un’opera o un servizio senza essere subordinato a colui che commissiona il lavoro. La domanda sorge quindi spontanea: come si applica il decreto 81/2008 a tale figura? I lavoratori autonomi sono infatti in costante aumento e sono esposti ai medesimi rischi per la salute e per la sicurezza degli altri dipendenti, ma risultano tendenzialmente meno tutelati.

A questo proposito la Direzione Territoriale del Lavoro di Padova ha realizzato una guida pratica e completa che fornisce alcuni suggerimenti utili e che consente di identificare questa figura con semplicità. In particolare, si precisa che il lavoratore autonomo [art.2222 c.c.- art.89 comma 1 lett. d) D.Lgs. 81/2008]: “è un artigiano che svolge la propria attività da solo (senza l’aiuto di collaboratori o altri artigiani) si obbliga a compiere un’opera o un servizio, con gestione a proprio rischio e senza vincolo di subordinazione nei confronti di chi gli ha affidato il lavoro (committente)”.

E dunque il lavoratore autonomo:

  • Non è soggetto al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del committente;
  • Non deve osservare un orario di lavoro e viene retribuito in base alla prestazione offerta;
  • Possiede una partita IVA e stipula con il committente un contratto d’opera.

Inoltre, questi lavoratori rischiano di incidere e di compromettere la sicurezza sui luoghi di lavoro a causa dell’interazione costante con altre persone. È il lavoratore autonomo stesso che, nella maggioranza dei casi, non percepisce la sicurezza sul lavoro come una forma di tutela della propria salute, ma piuttosto come un adempimento formale.

Like-FB-GLConsulting2bisL’articolo 21 del Decreto Legislativo 81/2008 è rivolto proprio a questa particolare categoria di lavoratori ed estende la tutela normativa anche a questa figura, imponendo l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e l’impiego di attrezzature sicure e conformi anche ai lavoratori autonomi. Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria e la formazione, invece, è il singolo professionista a decidere come procedere.

È infine importante ricordare che il lavoratore autonomo può svolgere determinate attività e non altre, come ad esempio muratura, carpenteria, opere strutturali, ecc. e non deve comportarsi come un dipendente, ovvero lavorare a stretto contatto con i dipendenti della ditta esecutrice, ricevere una retribuzione a ore, ecc. Nel caso in cui queste regole non venissero rispettate l’azienda verrà sanzionata, dovrà versare i contributi INPS e INAIL relativi al lavoratore e quest’ultimo verrà allontanato fino alla regolarizzazione.

[Fonte: PuntoSicuro.it]

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