News in evidenza

L’azienda è responsabile nei casi in cui il dipendente soffre di stress lavoro-correlato?

231-stress-azienda

Rientrano tra i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori anche quelli direttamente connessi allo stress lavoro correlato: li troviamo nell’articolo 28 del d.lgs. 81/2008 relativo alla valutazione dei rischi in cui viene specificato che “La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato”.

Va da sé che il datore di lavoro sia assoggettato a determinati obblighi la cui violazione prevede multe comprese tra i 1.000 e i 2.200 euro. Ma l’azienda è responsabile in questi casi? Al momento non è prevista alcuna conseguenza penale per la persona giuridica nei confronti di atti persecutori attuati in contesto lavorativo, ma in molti pensano che sarebbe necessario un intervento in questa direzione.

Tra i reati previsti dal D.Lgs 231, però, troviamo un elenco di delitti contro la personalità individuale inseriti da diverse leggi e che includono: la riduzione o il mantenimento in schiavitù o in servitù, adescamento, prostituzione e pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico. Troviamo poi nell’articolo 25-septies i reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Like-FB-GLConsulting2bisSi tratta di reati specifici molto gravi che in alcuni casi entrano nel merito della sicurezza sul lavoro, ma nell’elenco dei reati presupposto non vengono prese in considerazione eventuali pressioni psicologiche o particolari condizioni di stress cui i dipendenti possono essere sottoposti e che richiederebbero attività preventive e una serie di interventi attivi da parte dell’azienda.

Parliamo di ritmi e modalità di lavoro, interruzioni, rapporti gerarchici, postazioni di lavoro e molti altri fattori che fanno parte della quotidianità e della realtà aziendali e che possono incidere molto. La domanda sorge quindi spontanea: è possibile che l’inserimento di reati come la persecuzione, il mobbing e il nonnismo nell’elenco di quelli per cui l’azienda viene perseguita possa aiutare a ridurre i casi di malattie da stress lavoro-correlato?

[Fonti: Mondo231.it, Rivista231.it, D.Lgs. 231/2001 – Testo di legge aggiornato ad Aprile 2014]

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*


2 × 2 =