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Le best practices di Consob per controllare i promotori finanziari

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Lo scorso 11 febbraio la Consob, Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, ha pubblicato le best practices identificate per banche e sim verso soluzioni di controllo e monitoraggio interno considerate in linea con la disciplina di settore.

Lo scopo è quello di fornire ai promotori finanziari, di aziende che operano prevalentemente con offerta fuori sede (tramite dipendenti, agenti o mandatari), un vademecum che consenta loro di operare nel rispetto della responsabilità 231 e della Direttiva 2004/39/CE. Le best practices individuate riguardano sia l’individuazione delle unità organizzative preposte allo svolgimento dei controlli sulla rete, sia il tipo e le peculiarità dei presidi utilizzati.

I soggetti preposti al controllo dei promotori finanziari

Tra l’azienda e la rete di promotori finanziari si deve creare un adeguato flusso informativo e delle rispettive attività di controllo, che potranno essere effettuate tramite risorse e funzionalità dell’internal audit. In alcuni casi, le procedure di controllo prevedono anche il coinvolgimento di funzioni meramente commerciali.

Bisogna quindi adottare misure che consentano di mantenere separate le strutture operative da quelle che effettuano i controlli sull’operatività stessa. In alcune strutture, il controllo viene affidato in base alla gerarchia piramidale aziendale: i manager dovranno verificare l’attività dei promotori, e dovranno ricevere una specifica forma di remunerazione e strumenti idonei per lo svolgimento di questa attività.

I controlli a distanza

Grazie a indicatori di anomalia gli intermediari individuano situazioni di possibili condotte irregolari: in questo caso l’intermediario è in grado di monitorare l’attività dei propri promotori individuando a tempo debito eventuali anomalie o stranezze. È evidente che il controllo di tali indicatori debba essere periodico per poter risultare efficace: una volta alla settimana è stato definito come tempo utile anche per poter intervenire con efficacia.

Il contatto con i clienti

Like-FB-GLConsulting2bisNon sempre il rapporto con il cliente viene mantenuto in maniera regolare e conforme: è quindi necessario prevedere, ad esempio, un divieto di ricevere corrispondenza da parte dei clienti presso il domicilio dell’intermediario stesso. Il ritiro della corrispondenza deve avvenire direttamente da parte dell’assistito, ecco perché si consiglia di adottare un’interazione maggiormente diretta con la clientela.

Ispezioni presso gli uffici dei promotori

La verifica ispettiva è uno strumento efficace di controllo sull’attività del promotore finanziario: gli accertamenti in loco, infatti, consentono un monitoraggio puntuale e di individuare facilmente eventuali condotte distorte. In questo caso, il numero di verifiche da effettuare è definito dal singolo intermediario: va da sé che maggiori sono i controlli mediante altri strumenti, minore è la necessità di verifiche in loco.

È altrettanto chiaro che il promotore finanziario non debba mai avere la percezione di essere completamente “abbandonato a se stesso”, ma deve ricevere un sufficiente numero di ispezioni nel corso della sua attività lavorativa, sia programmate che ‘a sorpresa’.

[Fonti: Dirittobancario.it]

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