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Le Linee Guida di Confindustria sulla redazione dei modelli 231

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Nel mese di marzo 2014, il Gruppo di lavoro di Confindustria ha provveduto ad aggiornare le Linee Guida per la realizzazione di modelli organizzativi a seguito degli svariati interventi legislativi che si sono susseguiti dal 2008 e che hanno modificato la disciplina così come era stata inizialmente concepita. L’aggiornamento ha riguardato sia la parte generale delle Linee Guida, sia l’appendice relativa ai singoli reati e ha fornito indicazioni chiare volte alla prevenzione dei reati.

Questo intervento ha apportato al documento una serie di migliorie relative alla chiarezza e alla corposità dei contenuti, in cui i passaggi più utili e salienti sono stati arricchiti di dettagli rispecchiando le varie rivisitazioni e riflessioni sorte durante gli ultimi anni. L’appendice contenente i casi di studio è stata complessivamente snellita, ma sono stati inseriti diversi approfondimenti relativi alle nuove fattispecie di reati presupposto.

L’operazione svolta da Confindustria ha contribuito a fornire una serie di strumenti operativi direttamente fruibili sia per le grandi imprese che per le piccole aziende: è infatti bene ricordare che la Normativa stessa fa sì che il modello organizzativo sia approcciabile sia da parte di enti di qualsiasi dimensione, adattando alcune operazioni, procedure e compiti al tipo di struttura. Un’azienda piccola può quindi adottare il modello organizzativo in una versione semplificata che protegga l’impresa dalle salate sanzioni della normativa 231.

L’adozione di un modello semplificato, tuttavia, non significa che il documento non debba essere adattato alla struttura e alle necessità dell’impresa. I modelli standard infatti non svolgono correttamente la loro funzione, come chiarito nell’articolo dedicato del Sole 24 Ore: “il modello 231 deve essere costruito come un vestito su misura dell’impresa, sia nella fase di individuazione del rischio che, in quella collegata e susseguente, di costruzione delle procedure e protocolli – seppure semplificati – volti alla prevenzione dei reati.” Il rischio di realizzare un modello sterile e “taglia unica” è infatti quello che non sia in grado di proteggere l’azienda in caso di reato, rendendola indifendibile.

Like-FB-GLConsulting2bisLe nuove Linee Guida di Confindustria si soffermano anche sul sistema di deleghe delle attività interne all’azienda a figure esterne. Il sistema di deleghe deve essere costituito a partire da parametri di legge consolidati e nel rispetto di procedure e misure specifiche, volte al rispetto delle regole aziendali e alla creazione di un sistema coerente e sempre aggiornato.

Anche in ambito ambientale le Linee Guida approfondiscono la questione delle deleghe, proprio perché in questo contesto non esiste una codifica nel Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro. È quindi necessario fare riferimento a pronunce e principi giurisprudenziali quali: specificità e inequivoca indicazione dei poteri delegati; le dimensioni dell’azienda; la capacità tecnica e idoneità del soggetto delegato; l’autonomia (gestionale e finanziaria) ed effettivi poteri del delegato; l’accettazione espressa della delega.

[Fonti: Diritto24.ilsole24ore.com]

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