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Le morti sul lavoro nel 2015 superano quelle del 2014, una tragica inversione di tendenza

morti sul lavoro 2015

Erano circa 10 anni che le morti per incidenti sul lavoro diminuivano sensibilmente, anno dopo anno. Eppure il 2015 ha segnato -secondo i primi risultati raccolti fino a ottobre- una preoccupante inversione di tendenza che non si verificava dal 2006 e che comunque, rispetto ad allora, vede una crescita nei decessi molto più drastica. Se confrontiamo i primi 10 mesi del 2014 con quelli del 2015, infatti, le morti sul lavoro passano da 833 casi a 988, con un incremento del 18,6%.

Uno scenario sconfortante, che vede al centro i settori ad alto rischio dei Trasporti e delle Costruzioni e che, come spiega il presidente dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del lavoro, destano profonda preoccupazione. Sono cresciuti anche gli incidenti mortali in itinere passando da 205 a 259 unità.

Questo tragico aumento ha coinvolto sia uomini che donne, ma è risultato particolarmente intenso nelle regioni del Centro (+42%) e del Sud (+23,5%), mentre al Nord l’aumento si aggira intorno all’11% e nelle isole i parametro resta stazionario. I casi di decessi sul lavoro hanno colpito particolarmente Toscana, Campania e Umbria e hanno toccato diversi settori:

  • Tasporti (+44,8%)
  • Industria manifatturiera (+18,9%)
  • Costruzioni (+16,7%)
  • Commercio (+6,8%)

Mentre si registra un lieve calo nell’Agricoltura. I dati sono invece più positivi nell’ambito degli infortuni, in cui la tendenza a una costante decrescita non è stata interrotta. Rispetto ai 549.000 casi dei primi 10 mesi del 2014 abbiamo infatti un calo del 4,7% corrispondente a 26.000 unità. Anche in questo caso, però, ci si aspettava un calo più significativo quindi non possiamo parlare di un vero e proprio miglioramento rispetto agli anni passati.

Like-FB-GLConsulting2bisCosa fare per evitarlo? Ovviamente non si tratta solo di attenzione e accorgimenti, ma si tratta di prendere le corrette precauzioni e di rispettare quanto previsto dalla normativa 81/2008 per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Solo sapendo con esattezza quali sono i rischi possibili e prevenendo gli incidenti mediante l’adozione delle misure minime si potrà ridurre il numero di infortuni e di decessi. Per quanto possano sembrare ridondanti o eccessive, infatti, le procedure, la strumentazione e i dispositivi di protezione individuale sono imprescindibili per tutelare la salute dei lavoratori e per porsi come obiettivo, durante il 2016, la netta riduzione del tasso di morti e feriti sul lavoro.

Come tenere traccia degli infortuni? Con l’entrata in vigore dell’articolo D.Lgs. 151/15 a partire dal 23 dicembre non sarà più obbligatorio da parte dei datori di lavoro istituire o tenere un registro degli infortuni. Viene tuttavia abrogato l’articolo 32 del Decreto Legislativo 69/13 in base a cui, a partire dal 22 marzo 2016, i medici che per primi diagnosticano malattie professionali o infortuni dovranno trasmettere telematicamente all’Inail -tramite il servizio telematico da loro messo a disposizione- la relativa certificazione.

[Fonti: Puntosicuro.it, Anmil.it, Sole24ore.com]

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