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L’Ente è responsabile dell’assunzione di lavoratori irregolari?

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Come si applica la Normativa 231 in ambito di permessi di soggiorno, lavoratori immigrati ed extracomunitari? Dal 9 agosto 2012 è in vigore il Decreto Legislativo numero 109/2012 che introduce l’articolo 25 duodecies e che allunga l’elenco dei reati previsti dalla 231. In particolare, si parla di “Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare”, dove per irregolare si intende:

  • Lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno
  • Lavoratori stranieri il cui permesso è scaduto e di cui non è stato chiesto rinnovo nei tempi stabiliti
  • Lavoratori stranieri il cui permesso è stato revocato o annullato

Per poter attribuire una responsabilità all’Ente, oltre ad una non regolarità nel permesso di soggiorno, deve sussistere almeno una delle seguenti condizioni (e non necessariamente tutte e tre):

  • I lavoratori occupati senza permesso regolare sono in numero superiore a tre,
  • I lavoratori occupati sono minori in età non lavorativa,
  • I lavoratori occupati sono sottoposti alle altre condizioni lavorative di particolare sfruttamento di cui al terzo comma dell’articolo 603-bis del codice penale

In tali casi, l’Ente è soggetto ad una sanzione pecuniaria da 100 a 200 quote per un massimo di €150.000. È bene sottolineare che in questo caso il soggetto attivo che può commettere direttamente il reato menzionato non è semplicemente il datore di lavoro (ovvero la figura in posizione apicale) che assume i dipendenti, ma anche colui che si avvale della manodopera degli stessi giovando della loro assunzione.

Per evitare di incorrere nelle suddette sanzioni è consigliabile definire in modo dettagliato le procedure di assunzione del personale messe in atto dall’amministrazione o dalle risorse umane esplicitando le regole e i divieti del caso. È inoltre consigliabile che le figure ai vertici dell’azienda eseguano dei periodici controlli per verificare che il personale addetto all’assunzione non violi la regolamentazione fornita. Si considera inoltre fondamentale da parte dell’Ente l’acquisizione del permesso di soggiorno dei propri dipendenti stranieri ed il monitoraggio della data di scadenza dello stesso così da evitare di incorrere in eventuali sanzioni.

E se si tratta di lavoratori interinali? In questi casi è l’intermediario a dover imporre il rispetto delle disposizioni anche ai fornitori esterni, i quali dovranno fornire un rapporto contenente i dati relativi al singolo lavoratore che ne garantisca l’idoneità al lavoro.

 

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