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Lesioni accidentali da ago nelle case di riposo: virus e prevenzione

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Ormai lo sappiamo: ogni settore ha i suoi rischi, le sue insidie e peculiarità e imparare a comprenderne la natura e l’unicità è il primo passo per prevenire infortuni sul luogo di lavoro, malattie professionali, ecc. In questo articolo ci soffermiamo sulle case di riposo e sui rischi di ferite da taglio che, in questi ambienti, possono avere conseguenze particolarmente gravi laddove manchino le giuste misure di sicurezza.

Tagli e punture accidentali nelle case di riposo

Proprio per loro natura, le case di riposo e le RSA ospitano pazienti anziani che, spesso, devono essere sottoposti a trattamenti e medicazioni quotidiane con il costante intervento di operatori e assistenti. Tra queste, molte richiedono l’utilizzo di strumenti appuntiti, come risulta da un caso di studio svolto nei Paesi Bassi sulle NSI (Needle Stick Injuries, ossia le lesioni accidentali da ago).

Secondo questo studio, l’84% di queste ferite è provocato da aghi o penne dell’insulina: va da sé che ad essere coinvolti nelle NSI siano soprattutto le infermiere professionali e gli assistenti geriatrici. Queste figure professionali subiscono questo tipo di infortunio dalle 2 alle 4 volte in più rispetto al personale tecnico, di pulizia o di cucina. Inoltre, questo tipo di strumentazione viene usato soprattutto nel trattamento del diabete, che risulta quindi essere una delle principali cause di NSI.

Diabete e virus

Proprio a causa del grande contatto con aghi, è stato dimostrato che i pazienti diabetici siano esposti a un rischio consistente di contrarre l’Epatite B, motivo per cui il Centro di prevenzione e controllo delle malattie ha raccomandato una serie di vaccinazioni obbligatorie. Va da sé che questo tipo di vaccino debba essere preso in considerazione anche da parte delle case di riposo, per quanto riguarda il personale infermieristico.

Aghi e diffusione dei virus

Un altro elemento di grande importanza è lo smaltimento degli aghi utilizzati, che contengono quasi sempre tracce impercettibili di sangue in grado di infettare altri pazienti (soprattutto per quanto riguarda gli aghi commercializzati dopo l’uso). Ad esempio, come riporta l’interessante articolo del Dr. Kenneth Strauss su Punto Sicuro “la conversione dell’infezione dell’Epatite C spazia da uno a due per ogni cento esposizioni percutanee da NSI con aghi e siringhe contaminate. Per L’HBV invece la contaminazione è ancora più comune con dati che riportano 1 infezione su tre per ogni esposizione in vittime non vaccinate.

Prevenzione delle ferite da ago e da taglio

A questo proposito, nel D.Lgs 81/2008, è stato introdotto (con il GU n.57 del 10-3-2014) un titolo dedicato alla “Protezione dalle ferite da taglio e da punta nel settore ospedaliero e sanitario”. Nell’allegato si puntualizza la necessità di concentrarsi su tre aspetti: la prevenzione, la sorveglianza sanitaria e la gestione degli infortuni, il sistema informativo e la reportistica. Tra le misure di prevenzione specifiche troviamo:

a) definizione e attuazione di procedure di utilizzo e di eliminazione in sicurezza di dispositivi medici taglienti e di rifiuti contaminati con sangue e materiali biologici a rischio […];

b) eliminazione dell’uso di oggetti taglienti o acuminati quando tale utilizzo non sia strettamente necessario;

c) adozione di dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e di sicurezza;

d) divieto immediato della pratica del reincappucciamento manuale degli aghi in assenza di dispositivi di protezione e sicurezza per le punture;

e) sorveglianza sanitaria;

f) effettuazione di formazione in ordine a:

1) uso corretto di dispositivi medici taglienti dotati di meccanismi di protezione e sicurezza;

2) procedure da attuare per la notifica, la risposta ed il monitoraggio post-esposizione;

3) profilassi da attuare in caso di ferite o punture, sulla base della valutazione della capacità di infettare della fonte di rischio.

g) informazione per mezzo di specifiche attività di sensibilizzazione, anche in collaborazione con le associazioni sindacali di categoria o con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, attraverso la diffusione di materiale […];

h) previsione delle procedure che devono essere adottate in caso di ferimento del lavoratore per:

1) prestare cure immediate al ferito, inclusa la profilassi post-esposizione e gli esami medici necessari e, se del caso, l’assistenza psicologica;

2) assicurare la corretta notifica e il successivo monitoraggio per l’individuazione di adeguate misure di prevenzione, da attuare attraverso la registrazione e l’analisi delle cause, delle modalità e circostanze che hanno comportato il verificarsi di infortuni derivanti da punture o ferite e i successivi esiti, garantendo la riservatezza per il lavoratore.

[Fonti: Puntosicuro.it]

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