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Limiti e confini nella responsabilità delle pubblicazioni online

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Sulla bocca di tutti il caso degli ultimi giorni di Google, su cui è stato pubblicato un video che mostra un ragazzo disabile vittima di atti di bullismo da parte di alcuni coetanei. Immagini brutali e violente, che hanno scosso diversi utenti e suscitato non poco scalpore. Dopo diverse segnalazioni il video è stato eliminato dal motore di ricerca, ma quelle ore sono bastate a far scoppiare un processo a livello internazionale che ha visto sotto accusa i responsabili del settore italiano di Google.

La Corte di Cassazione, preso sotto esame il caso, ha assolto i manager di Google definendo responsabile di violazione della privacy l’utente che ha caricato il video sulla piattaforma. Il titolare del trattamento dei dati è infatti il soggetto stesso (in questo caso, la vittima di bullismo) e non coloro che sono in possesso di materiale che lo riguardi. Inoltre, non è previsto che il provider sorvegli i contenuti pubblicati da terzi sulla propria piattaforma e Google, in quanto fornitore di un servizio di hosting, sarebbe quindi stato considerato responsabile solo in caso si fosse rifiutato di eliminarli.

Prendiamo questo caso di attualità per aprire una parentesi sul tema della responsabilità in caso di pubblicazioni online. La lotta costante cui siamo sottoposti è quella tra tutela della privacy, libertà di espressione e censura e, in alcuni casi, non è facile tracciare le linee di demarcazione. Generalmente, se vengono pubblicati contenuti offensivi, minatori o diffamatori su un portale, la responsabilità di tali contenuti ricade sul fornitore del servizio solo qualora egli sia conscio del reato o non provveda a rimuovere i contenuti una volta segnalati. Diversamente, il gestore di un blog (che è uno strumento molto più personale e i cui contenuti sono monitorati dal proprietario) viene considerato al pari di un direttore responsabile ed è quindi suo dovere accertarsi che i contenuti pubblicati sul proprio blog siano leciti.

In generale, possiamo dire che quando andiamo a pubblicare un’immagine, un video che ritraggono altre persone, anche se questi non dovessero essere diffamatori, è sempre bene chiedere il consenso alle persone ritratte per evitare complicazioni. Se scattate una foto che intendete pubblicare e la persona sullo sfondo è ben visibile, potete oscurarne il volto piuttosto facilmente con qualsiasi programma di grafica o di foto editing anche scaricabile sullo smartphone (Photoshop, iPhoto, Snapseed) ed evitare di violare la privacy di terzi senza dover rinunciare a condividere!

 

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