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Linee guida anticorruzione per società controllate dalla Pubblica Amministrazione

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L’Autorità Nazionale Anticorruzione e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno redatto e pubblicato online un documento che riporta le linee guida della prevenzione alla corruzione per le società partecipate dalle pubbliche amministrazioni. Il documento redatto consente di chiarire diversi dubbi in merito all’applicazione della legge anti-corruzione e impone una serie di misure preventive alle società partecipate pubbliche.

Cosa intendiamo per società partecipate dalla PA? In primo luogo è bene distinguere tra società partecipate e società controllate. Sono controllate quelle in cui la Pubblica Amministrazione:

  • Dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria (art. 2359 comma 1, numero 1 del Codice Civile)
  • Dispone di voti sufficienti a esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria (art. 2359 comma 1, numero 2 del Codice Civile)

Non parliamo di controllo ma di partecipazione (o di controllo indiretto) quando la pubblica amministrazione non risulta idonea ad esercitare questo tipo di controllo sulla società in questione.

Like-FB-GLConsulting2bisSecondo le linee guida sia le società controllate che quelle partecipate che NON hanno ancora realizzato un Modello Organizzativo 231 per la prevenzione dei reati corruttivi devono provvedere alla sua adozione. Esistono tuttavia delle differenze tra i due tipi di società: infatti le società controllate dalla PA, pur avendo adottato un Modello Organizzativo 231, devono adottare un PPC ovvero un Piano di Prevenzione della Corruzione. Questo tipo di società infatti corre gli stessi rischi delle Amministrazioni proprietarie che il Parlamento intende fronteggiare ed estinguere.

Questi due documenti inoltre non sono completamente sovrapponibili ed è probabile che il PPC diventi una sezione del modello. La supervisione di questa integrazione viene fatta dall’amministrazione che esegue il controllo, la quale deve anche accertarsi che venga nominato un Responsabile per la Prevenzione della Corruzione scelto tra i dirigenti. Il RPC deve essere approvato dal consiglio di amministrazione e devono essergli assegnati poteri propulsivi e di controllo nonchè gli strumenti necessari a svolgere le proprie funzioni.

Per quanto riguarda invece le società partecipate è sufficiente adottare un modello 231 purchè questo sia integrato con l’adozione di misure volte a prevenire condotte criminose a danno della pubblica amministrazione e previste dalla normativa anticorruzione.

E in caso di violazione del PPC cosa accade? Oltre alle responsabilità disciplinari del Responsabile e l’azione ex at. 2392 per i danni subiti dalla società è previsto un intervento del MEF che definirà le sanzioni a carico degli amministratori.

[Fonti: Compliancenet.it, Mef.gov.it, Ipsoa.it]

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