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LinkedIn a rischio per violazione privacy

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Al momento non vengono ancora forniti molti dettagli, ma la situazione riguarda ancora una volta due temi a noi molto cari che si incontrano/scontrano nel peggiore dei modi: la tanto ambita PRIVACY che viene violata dagli amatissimi SOCIAL. Pensate già si stia per parlare di Facebook? Non è così! Anzi, se l’avete fatto vi rimandiamo al nostro articolo “Maggiore attenzione alla privacy su Facebook” e a questo proposito vi invitiamo a prestare attenzione ai nuovi messaggi del social firmato Zuckerberg che nascono appunto con lo scopo di guidarci nella tutela dei nostri dati:

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Ecco la schermata che compare oggi quando condividiamo nella nostra bacheca un link trovato, ad esempio, sul diario di un amico. Facebook ci chiede di definire la visibilità del post che stiamo per pubblicare, consentendoci di selezionare se renderlo “Pubblico” o visibile solo agli “Amici”. 

Così facendo non ci facilita solo il percorso verso la privatizzazione di alcuni contenuti e la tutela delle nostre informazioni personali, ma ci invita a mantenere alcuni dati privati o a condividerli solo con una cerchia ristretta di persone.

 

 

 

In questo caso parliamo di LinkedIn, la piattaforma dedicata ai businessmen e alle reti di contatti professionali. Parliamo di un luogo in cui gestire la propria privacy sembra relativamente semplice: è addirittura immediato riuscire a navigare visionando profili altrui in modo anonimo e senza farsi scoprire.

Ecco come effettuare una navigazione in incognito su LinkedIn:

  1. Accedete al vostro account LinkedIn
  2. Posizionatevi con il mouse sulla vostra immagine in alto a desta
  3. Nel menu a tendina cliccate su “Privacy e Impostazioni”, Modifica
  4. Cliccate su “Seleziona le informazioni che gli altri vedono quando visiti il loro profilo”
  5. Selezionate “Sarai completamente anonimo” e cliccate su SALVA MODIFICHE

Ma come è avvenuta questa violazione? Il caso è stato aperto in California dove il giudice distrettuale Lucy H. Koh di San Jose ha formalizzato la denuncia per violazione della privacy, secondo cui LinkedIn sarebbe entrato con gli account esterni di posta elettronica degli utenti e avrebbe rubato gli indirizzi mail dei loro contatti con lo scopo di pubblicizzare i propri servizi.

Le accuse non sono ancora state confermate in sede legale, ma se così dovesse essere sarà indubbiamente difficile per il social del business recuperare la fiducia dei propri utenti. Due anni fa LinkedIn l’aveva scampata da un’accusa analoga con un’assoluzione, cosa accadrà questa volta?

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[Fonti: america24.com; ansa.it]

2 Commenti su LinkedIn a rischio per violazione privacy

  1. Grazie per l’informazione: adotterò subito questa misura di sicurezza!

    • Ciao Laura! Grazie del tuo commento! Figurati, continua a seguirci per scoprire come proteggere la tua privacy sui social!

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