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L’intervento del Presidente Inail a Montecitorio: i numeri sono positivi

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La sicurezza sul lavoro porta a casa risultati positivi in termini di numeri: il 2013 è infatti stato chiuso con un nuovo minimo storico per quanto riguarda gli incidenti mortali sul lavoro e l’Inail risulta in attivo per 719 milioni. Tuttavia il precedente Governo, quello di Enrico Letta, ha ridotto di 500 milioni all’anno i contributi assicurativi delle imprese versati all’istituto andando incontro alle singole aziende ma penalizzando l’Ente.

La relazione che mostra questi dati è stata presentata il 9 luglio a Montecitorio da Massimo De Felice, Presidente Inail, che ha presentato la relazione annuale per il 2013 illustrando i risultati conseguiti. Il rapporto evidenzia come l’anno scorso le entrate contributive delle imprese (circa 10 miliardi e 111 milioni di euro) abbiano controbilanciato efficacemente le uscite dimostrando uno stato di buona salute per l’agenzia.

Le rendite, ovvero le prestazioni erogate per coloro che hanno subito un infortunio o contratto una malattia sul lavoro i cui postumi diminuiscono l’attitudine al lavoro, sono diminuite del 2,34% rispetto al 2012 mentre aumenta il numero dei beneficiari delle prestazioni aggiuntive del “Fondo per le vittime dell’amianto”. I criteri di rimborso farmaci per gli infortunati sono stati inoltre resi meno stringenti ed è stata ampliata la lista dei prodotti rimborsabili.

Anche il numero degli incidenti è stato un dato positivo con una riduzione del 21% di infortuni mortali sul lavoro rispetto al 2012, che ci portano ad un totale di 660 incidenti in un anno, ovvero il numero più basso degli ultimi 60 ani. In parte questo dato è reso positivo dall’aumentare della disoccupazione, ma anche gli infortuni meno gravi sono scesi del 7% rispetto all’anno precedente. Le malattie professionali invece sono aumentate con 51.900 denunce in un anno, ovvero il 47% in più rispetto al 2009.

Per quanto riguarda l’attività di vigilanza invece l’87,6% delle aziende è risultato essere non in regola, ecco perchè sono stati regolarizzati più di 70 mila lavoratori di cui oltre il 10% lavorava in nero. Nonostante il rapido intervento, questo è un dato molto preoccupante che spingerà probabilmente Inail, Inps e Asl a unire le forze sui controlli e le ispezioni.

[Fonti: ilfattoquotidiano.it, inail.it]

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