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Malattie professionali: procedure, nuove patologie e ricerca

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Sebbene i più recenti rapporti INAIL riportino dati positivi che provano la riduzione degli infortuni sul lavoro, un capitolo ben diverso è quello delle malattie professionali ovvero quelle malattie contratte durante l’esercizio dell’attività lavorativa che tendono ad aumentare e a variare di pari passo con innovazioni e nuove professioni.

Per essere riconosciuta una patologia deve far parte dell’elenco malattie riconosciute INAIL, il lavoratore deve poi presentare un certificato e sottoporsi ad una visita medica in seguito alla quale potrà essere riconosciuta l’indennità. La malattia professionale deve inoltre essere denunciata dal lavoratore al datore di lavoro entro 15 giorni dalla manifestazione della stessa e, a sua volta, il datore avrà 5 giorni per trasmettere la comunicazione all’INAIL.

Per poter individuare una malattia professionale è necessario consultare le Tabelle di riferimento INAIL in cui vengono riportate tutte quelle patologie per cui viene riconosciuta la copertura assicurativa e l’indennità. La Tabella riporta l’elenco delle malattie riconosciute suddivise per i settori dell’industria e dell’agricoltura e catalogate per nome della malattia professionale, tipo di lavorazione con cui è possibile contrarla e periodo massimo di indennizzabilità dal momento in cui la lavorazione viene cessata.

Vi sono poi le malattie professionali “non tabellate” che aumentano costantemente e per cui l’INAIL ha facilitato l’ “onere della prova” ovvero il processo necessario a dimostrare che tale patologia sia stata sviluppata a partire da un’attività lavorativa. Tra le nuove patologie, le più discusse sono indubbiamente quelle derivate dal rapido sviluppo tecnologico, come:

  • Tecno-stress, dovuto dall’uso eccessivo e simultaneo di informazioni veicolate da videoschermi e da cui derivano la videodipendenza, l’internet addiction disorder, la social netwok mania e l’information overload. I sintomi sono ipertensione, ansia, attacchi di panico, mal di testa e depressione nonché disturbi gastrointestinali e cardiocircolatori.
  • Nomofobia, ovvero la paura irrazionale e incontrollata di rimanere sconnessi dalla rete che può sfociare in attacchi di panico, mancanza di respiro, vertigini, tremori, ecc.

Con le nuove patologie sono quindi necessari anche nuovi interventi da parte delle imprese, che devono considerare lo stress management come parte integrante dei propri doveri verso i dipendenti. Tuttavia, sebbene i dispositivi mobili, internet e un largo uso di computer e strumenti tecnologici stia portando alla luce quelle che possiamo definire malattie professionali 3.0, allo stesso tempo ci sono malattie più ‘tradizionali’ che meritano una discreta attenzione.

È il caso delle patologie muscolo-scheletriche, che hanno gravi conseguenze sui lavoratori e sulle aziende e su cui l’Università degli Studi di Padova ha finanziato un Dottorato di Ricerca. Attraverso uno studio sperimentale su due aziende di Venezia si è tentato di “ridurre il rischio di patologia o disturbo muscolo-scheletrico nei lavoratori, adottando una specifica attività motoria di tipo compensativo”. Il test ha dimostrato che lo svolgimento di un programma di attività fisico-motorie studiate ad hoc può essere considerato un utile strumento di prevenzione, purché effettuato con la dovuta partecipazione ed entusiasmo dei lavoratori.

[Fonti: Puntosicuro.it, Pmi.it, Guidafisico.it]

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