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Minestre pronte: rischio intossicazione alimentare

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È opinione diffusa e comune che la verdura faccia bene e, come ogni mamma insegna: ogni tanto il minestrone bisogna mangiarlo. Il problema è che, nonostante zuppe e minestre di verdura facciano bene e siano spesso anche deliziose, per cucinarle ci vuole del tempo e nella maggioranza dei casi un prodotto precotto da riscaldare risulta un ottimo compromesso e una soluzione pratica. Deve aver pensato questo il 33enne ricoverato a Verona pochi giorni fa per aver ingerito la tossina del botulino presente in una minestra confezionata.

Lo spiacevole evento si è verificato a causa del seguente problema: il trattamento termico cui vengono sottoposti questi prodotti alimentari durante il processo produttivo non elimina le spore del botulino, fonte di avvelenamento alimentare. L’unico modo per eliminare tali spore è infatti quello di riscaldare la zuppa a 121° per almeno 3 minuti e tendenzialmente le aziende non includono questo passaggio nel loro sistema di produzione.

Se il prodotto acquistato al supermercato viene quindi conservato male o se, per una fatale concomitanza di particolari eventi, il contenuto dovesse essere sottoposto alla temperatura e alle condizioni adatte, le spore potrebbero germinare e produrre la tossina del botulino che può essere non solo nociva ma addirittura mortale per chi dovesse ingerirla.

La soluzione per evitare di incorrere nel rischio di stare male è quella di conservare il prodotto in frigorifero e di consumarlo solo dopo averlo fatto bollire per qualche minuto. Portando la minestra all’ebollizione, come anticipato, la tossina viene neutralizzata e si può quindi consumare il pasto con la certezza di essere fuori pericolo. In seguito allo spiacevole evento accaduto a Verona, la marca produttrice della zuppa in questione ha infatti modificato l’etichetta della zuppa che prima riportava “Versare il prodotto in una pentola, scaldare a fuoco lento per alcuni minuti” mentre oggi cita “Versare il prodotto in una pentola, scaldare a fuoco vivo fino ad inizio ebollizione”.

Nei ristoranti, nei bar, a casa è quindi sempre consigliato leggere le etichette con attenzione e ricordare questa semplice regola per evitare sgradevoli episodi e garantire la salute di clienti, amici e familiari. L’alternativa? Prendere il ricettario della nonna e dedicare qualche ora alla cucina tradizionale!

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