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Misure cautelari interdittive, periculum e intercettazioni telefoniche

231-approfondimento

Con la sentenza numero 37712/2014 depositata il 15 settembre dalla Cassazione Penale, la Corte Suprema vuole far luce su alcuni dei presupposti in base ai quali è possibile applicare una misura cautelare interdittiva a un’azienda. Come sappiamo, parlando di 231 ci stiamo riferendo alla responsabilità amministrativa di un ente in caso di illecito commesso da un dipendente dello stesso. Una misura cautelare interdittiva, invece, è un provvedimento adottato da un giudice penale che limita per un determinato periodo di tempo l’esercizio di alcune facoltà o diritti in modo parziale o per intero.

Like-FB-GLConsulting1Per intenderci, una di queste misure potrebbe stabilire che l’ente giudicato responsabile debba cessare la propria attività vedendosi costretto a chiudere, oppure che abbia il divieto assoluto di contrattare con la pubblica amministrazione. In particolare, questo tipo di sanzioni definite “interdittive” si applicano nel caso in cui l’ente abbia trattoun profitto di rilevante entità”, dove però è bene specificare cosa si intenda per rilevante.

La Corte ha infatti sottolineato che con “profitto di rilevante entità” non si intende unicamente l’utile netto ricavato dall’attività illecita, ma anche vantaggi non immediati e conseguiti mediante la realizzazione dello stesso. È inoltre stata fatta luce sul concetto di “periculum” di commissione di nuovi illeciti, ovvero della possibilità consistente che vengano nuovamente commessi dei reati all’interno dello stesso ente. In particolare, l’estromissione e sostituzione degli amministratori coinvolti come sintomo di una volontà da parte dell’ente di muoversi verso una nuova organizzazione interna può definire l’assenza del periculum.

Questo tuttavia è possibile solo in presenza di determinate condizioni:

  • nel verbale di assemblea devono essere spiegate le ragioni della sostituzione
  • devono essere indicate le competenze e professionalità del nuovo amministratore
  • devono esserci prove che l’amministratore rimpiazzato non abbia più alcuna influenza sull’ente
  • bisogna scegliere con attenzione il momento adatto per effettuare il cambiamento in modo che non venga percepito come un atto strumentale al fine di evitare sanzioni

La Corte Suprema si sofferma infine sull’utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche come strumento di indagine e prova in ambito 231. Queste sono infatti state usate spesso in passato per provare la commissione del reato, ma ci troviamo sul terreno scosceso della privacy e restano quindi non poche perplessità in merito.

[Fonte: Studiolegaletosello.it]

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