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Misure interdittive applicate ad azienda tedesca per reati 231

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Come si comportano le norme del Decreto 231 del 2001 all’estero? Per le società straniere con sede principale all’estero che operano in Italia tramite temporanea associazione di imprese nazionali, le norme italiane SONO APPLICABILI. Infatti, qualora una persona giuridica operi nel nostro Paese, questa ha il dovere di osservare e rispettare le nostre leggi, a prescindere dal fatto che esistano delle equivalenti normative anche nel Paese di appartenenza.

Sulla base di queste premesse a una società tedesca è stato vietato per un anno di contrattare con la pubblica amministrazione in Italia (ad eccezione delle trattative per la prestazione di pubblico servizio). È quindi stata applicata a un’azienda straniera una misura interdittiva prevista dalla Normativa 231 italiana, nonostante le leggi tedesche prevedano per le attività commerciali unicamente sanzioni amministrative di natura pecuniaria.

L’articolo 4 della normativa 231, inoltre, prevede che “Nei casi e alle condizioni previsti dagli articoli 7, 8, 9 e 10 del codice penale, gli enti aventi nel territorio dello Stato la sede principale rispondono anche in relazione ai reati commessi all’estero, purché nei loro confronti non proceda lo Stato del luogo in cui è stato commesso il fatto.” Anche la riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato tratta l’argomento definendo che società, enti e associazioni sono disciplinati dalla legge dello Stato nel cui territorio è stato perfezionato il procedimento di costituzione, ma aggiungendo anche che laddove la sede dell’amministrazione sia in Italia si applica di fatto la legge italiana.

Like-FB-GLConsulting2bisA volte non è facile districarsi tra codici, normative e riforme per riuscire ad interpretare complessi testi di legge e la soluzione non salta subito all’occhio. Ma di fatto la commissione di un fatto penalmente rilevante tra quelli compresi nella legge 231 definisce l’assoggettabilità alla sanzione amministrativa. Quindi se anche l’ente dovesse avere sede all’estero non c’è ragione per cui non debba rispondere dell’illecito amministrativo conseguente ad un reato commesso in Italia.

La decisione in merito alla società tedesca in questione ha sollevato comunque pareri contrastanti, scaturiti proprio dalle numerose leggi che intervengono in casi simili: in cui i confini di applicabilità non sono così netti e in cui entrano in gioco molti diversi fattori. È altrettanto importante evidenziare però che laddove un’organizzazione non abbia un modello organizzativo idoneo, un organo di controllo appropriato o un’etica aziendale adeguata e scelga di commettere in territorio italiano un reato che genera responsabilità amministrativa, allora è giusto che sia sottoposta alla legge Italiana con le sue sanzioni e misure interdittive.

[Fonte: Portale231.com]

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