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Nella responsabilità aziendale la prescrizione scatta dalla notifica del rinvio a giudizio

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La Corte di Cassazione ha recentemente depositato una sentenza (n. 18257 della sesta sezione penale) con la quale sottolinea che nei procedimenti a carico delle società per reati commessi da dipendenti la prescrizione segue le regole della giustizia civile e non di quella penale. Nello specifico, questo significa che l’interruzione dei termini non scatta con l’emissione della richiesta di rinvio a giudizio, ma nel momento della sua notifica.

È stato quindi respinto il ricorso presentato da un Pubblico Ministero, il quale sosteneva che dovesse essere applicata la disciplina penale e che aveva calcolato i termini a partire dalla data di emissione, appunto, della richiesta di invio a giudizio. Nella sentenza, la Cassazione ha esplicitato come la responsabilità amministrativa degli enti preveda espressamente che le sanzioni vengano prescritte decorsi 5 anni e che l’interruzione sia regolata dalle norme del Codice Civile.

Inoltre, non viene in nessun modo menzionata la natura recettizia della richiesta di rinvio a giudizio che, secondo il PM, era esclusa dal decreto 231. Un atto è da considerarsi recettizio se la sua efficacia è condizionata dalla conoscenza che ne ha il destinatario: se la natura recettizia del rinvio fosse stata esclusa (come ha sostenuto il Pubblico Ministero), allora la notifica avrebbe potuto non essere necessaria.

In realtà nel decreto non si dice nulla a proposito di questa tematica, ma, come viene sottolineato nella sentenza, “la ragione è che in quel caso, l’atto introduttivo rappresenta la richiesta al debitore che non può che decorrere dalla effettiva conoscenza, mentre, nel processo penale, la prescrizione rileva in quanto mancato esercizio dell’azione penale, tenendosi perciò conto del compimento delle attività relative, ovvero dell’emissione del provvedimento, e non della notifica”.

Riportiamo di seguito l’articolo 22 del decreto legislativo 231 del 2001 sulla prescrizione:

Articolo 22

  1. Le sanzioni amministrative si prescrivono nel termine di cinque anni dalla data di Like-FB-GLConsulting2bisconsumazione del reato.
  2. Interrompono la prescrizione la richiesta di applicazione di misure cautelari interdittive e la contestazione dell’illecito amministrativo a norma dell’articolo 59.
  3. Per effetto della interruzione inizia un nuovo periodo di prescrizione.
  4. Se l’interruzione è avvenuta mediante la contestazione dell’illecito amministrativo dipendente da reato, la prescrizione non corre fino al momento in cui passa in giudicato la sentenza che definisce il giudizio.

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[Fonte: www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com]

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