News in evidenza

No alla rilevazione di impronte digitali per i professori

privacy-gl-consulting

L’uso di impronte digitali per monitorare gli accessi dei professori nelle scuole è stato considerato come eccessivo e non in linea con le normative sulla privacy. L’utilizzo di sistemi biometrici per la rilevazione delle presenze non è infatti giustificabile in una struttura scolastica ed è stato proibito in un istituto tecnico industriale e in due licei scientifici.

Il Garante privacy sottolinea che l’uso di questi strumenti non rispetta i principi di liceità e che può essere giustificato solo in casi particolari come, per esempio, per filtrare gli accessi a zone riservate di aziende in cui sono svolte attività specifiche.

La verifica del rispetto degli orari di lavoro da parte dei professori può essere eseguita con metodi meno invasivi, aggiunge il Garante che proibisce, inoltre, l’utilizzo di immagini raccolte tramite il sistema di videosorveglianza.

Il problema del monitoraggio delle ore di lavoro dei professori è una questione sollevata periodicamente, che vede le scuole di tutta Italia in frequente fermento e disaccordo. A questo proposito, erano già sorte le prime lamentele con l’utilizzo di orologi marcatempo: sebbene questa tecnologia sia molto discussa e spesso considerata come invadente, in base all’articolo 396 del decreto legislativo 297/94, l’utilizzo del “marcatempo” è da considerarsi legittimo ma solo ed esclusivamente per la rilevazione delle presenze del personale amministrativo, tecnico e ausiliario costituito dai pubblici dipendenti che lavorano nella pubblica amministrazione italiana.

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*


quattro × cinque =