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Novità sui rischi chimici nel Regolamento CLP dal 1° giugno

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Per quanto riguarda la regolamentazione in materia di rischi chimici i cambiamenti sono frequenti e tendenzialmente legati alle novità normative a livello comunitario. Il Regolamento CLP del 2009, che definisce la classificazione e l’imballaggio di sostanze e miscele, ha infatti stabilito a suo tempo nuove norme e procedure per la comunicazione dei pericoli lungo la catena di approvvigionamento.

A partire dal 1° giugno 2015, lo stesso Regolamento CLP, entrato in vigore nell’Unione Europea il 20 gennaio 2009, ha abrogato la direttiva sulle sostanze pericolose DSP e la direttiva sui preparati pericolosi DPP. Oltre questa data è terminato il periodo di transizione e non è più possibile applicare sia il vecchio sistema che quello nuovo. Inoltre a partire dal 1° giugno è necessario che siano adottate le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative previste dalla direttiva 2012/18/UE del 4 luglio 2012 – entrata in vigore il 13 agosto 2012. Tale direttiva consente l’allineamento dell’Allegato I (sostanze che rientrano nel campo di applicazione della direttiva) con le modifiche alla classificazione stabilite dal Regolamento CLP.

I regolamenti comunitari hanno portato diversi cambiamenti, affrontati durante diversi incontri organizzati dalla società NECSI nel mese di maggio a Trento, Pordenone, Vicenza e Brescia. In particolare, nella valutazione dei rischi è ora necessario che il datore di lavoro determini preventivamente l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e che valuti anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo in considerazione in particolare:

  • Le loro proprietà pericolose;
  • Le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabile dell’immissione sul mercato tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi dei Decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modifiche (…).

Come anticipato, cambiano anche i criteri per la classificazione di tali sostanze chimiche. Ad esempio tra le sostanze viene aggiunto l’Acido Acetico; tra i criteri per le miscele troviamo la denominazione “corrosivi/irritanti” in cui la soglia di concentrazione della sostanza viene abbassata dal 20% al 10%; vengono modificati i punteggi di pericolo; viene adeguata ai nuovi criteri anche la classificazione dei rifiuti.

Like-FB-GLConsulting2bisDurante gli incontri si fa il punto anche su quegli aspetti per cui era prevista un’evoluzione e che invece non sono stati modificati dai regolamenti. Tra questi, la definizione di rischio chimico basso per la sicurezza e di rischio chimico irrilevante per la salute ancora assenti nel Regolamento CLP. Manca inoltre anche un metodo ufficiale per la valutazione del rischio chimico, che consenta una valutazione oggettiva e ripetibile e che definisca un grado di priorità in base al rischio nonché un criterio per individuare soluzioni.

Particolare attenzione viene dedicata alla priorità degli interventi in caso di rischio non basso o non irrilevante (in riferimento all’articolo 225 del D.Lgs. 81/2008), che prevede:

  • “sostituzione agenti / processi;
  • progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici, nonché uso di attrezzature e materiali adeguati;
  • appropriate misure organizzative e di protezione collettive alla fonte del rischio;
  • misure di protezione individuali, compresi i DPI, qualora non si riesca a prevenire con altri mezzi l’esposizione;
  • sorveglianza sanitaria dei lavoratori a norma degli articoli 229 e 230”.

[Fonti: Puntosicuro.it]

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