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Nuovo Regolamento Europeo sui Dispositivi di Protezione Individuale

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Dal 31 marzo 2016 il nuovo Regolamento UE 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale è sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Parliamo di uno dei regolamenti più attesi e non solo per i suoi contenuti, ma anche perché non parleremo più di Direttiva, ma di Regolamento, ossia di un documento che fornirà una serie di regole che tutti gli Stati membri dovranno rispettare, senza necessità di recepimento.

Il nuovo regolamento entrerà in vigore il 20 aprile, ma avremo fino al 21 aprile 2018 per adeguarci, perché verrà di fatto applicato solo dopo questa data. Fanno eccezione gli articoli da 20 a 36 e l’articolo 44 che si applicano dal 21 ottobre 2016 e l’articolo 45, paragrafo 1 che si applica a partire dal 21 marzo 2018.

Il passaggio da Direttiva a Regolamento

Questo cambiamento non è meramente formale: non si tratta di un semplice nome che cambia, si tratta di una precisa scelta, volta ad evitare gli errori e i problemi riscontrati con la precedente Direttiva 89/686/CEE, come “carenze e incongruenze nella copertura dei prodotti e nelle procedure di valutazione della conformità”. L’obiettivo è proprio quello di creare conformità tra gli Stati dell’Unione, fornendo norme chiare e dettagliate che non possano essere misinterpretate.

L’ambito di applicazione del Regolamento

Il nuovo Regolamento si applica a diverse tipologie di dispositivi di protezione individuale, così definiti nell’articolo 3:

 a) “dispositivi progettati e fabbricati per essere indossati o tenuti da una persona per proteggersi da uno o più rischi per la sua salute o sicurezza;

b) componenti intercambiabili dei dispositivi di cui alla lettera a), essenziali per la loro funzione protettiva;

c) sistemi di collegamento per i dispositivi di cui alla lettera a) che non sono tenuti o indossati da una persona, che sono progettati per collegare tali dispositivi a un dispositivo esterno o a un punto di ancoraggio sicuro, che non sono progettati per essere collegati in modo fisso e che non richiedono fissaggio prima dell’uso”.

Rientrano sotto al nuovo Regolamento sui DPI anche i dispositivi di protezione individuale provenienti da paesi terzi che entrano nel mercato dell’Unione, che dovranno essere conformi ai requisiti forniti e riportare la marcatura CE. Tra i dispositivi esclusi dal Regolamento troviamo invece quelli progettati per le forze armate, per l’autodifesa, per difendersi da condizioni atmosferiche non estreme e i dispositivi per la protezione di testa, viso e occhi inclusi nel Regolamento n° 22 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite.

Le novità del Regolamento UE 2016/425

Il Regolamento si pone anche il problema della tracciabilità dei DPI, in Like-FB-GLConsulting2bismodo che il lavoro delle autorità di vigilanza sia semplificato. Non solo: ma per i DPI che proteggono dal rumore nocivo, è prevista anche l’eliminazione dell’indice di comfort dall’etichetta, poiché è stato dimostrato che tale valore non sia di fatto misurabile.

Per quanto riguarda invece l’esposizione alle vibrazioni, viene imposto di non superare i valori limite fissati dalla normativa dell’Unione dedicata. Vengono invece eliminate le curve di trasmissione dalle istruzioni per l’uso dei DPI che proteggono dalle radiazioni.

[Fonti: Puntosicuro.it, Insic.it]

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