News in evidenza

Organismo di Vigilanza e Consiglio di Amministrazione scagionati dalla responsabilità per infortunio

GL-Consulting-odv-responsabilita-infortunio-cantiere-navale

La sentenza numero 18168 del 2016, recentemente depositata, vede l’assoluzione da parte della Prima Sezione Penale della Cassazione dei membri del Consiglio di Amministrazione e dei componenti dell’Organismo di Vigilanza di una S.p.A. che erano stati accusati di “Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro” con pena detentiva da sei mesi a dieci anni.

L’infortunio sul lavoro e le accuse

Parliamo di un cantiere navale, in cui un operaio ha subìto un grave infortunio con conseguente inabilità e per cui è stato aperto un processo nei confronti di numerosi soggetti, con svariate imputazioni. Per quanto riguarda il Consiglio di Amministrazione, l’accusa è stata di avere omesso di collocare apparecchi idonei al sollevamento dei materiali a mezzo gru o di averne messo in numero insufficiente, e segnatamente appositi accessori quali baie o ceste idonee al carico dei materiali sulla nave”.

Parallelamente, i membri dell’Organismo di Vigilanza sono stati accusati di non aver segnalato al consiglio di amministrazione e ai direttori generali diverse carenze nell’ambito della prevenzione di infortuni, segnalate da tempo nel report di sicurezza all’interno del cantiere, ma per cui l’OdV non aveva effettuato alcuna segnalazione al datore di lavoro né alcun approfondimento in termini di gestione delle attrezzature.

In prima istanza, il GUP del Tribunale ha dichiarato non luogo a procedere e che “il reato omissivo poteva essere posto in essere soltanto da soggetti gravati da uno specifico obbligo di predisporre le cautele omesse, che non gravava né sui membri dell’Organismo di Vigilanza né sui membri del Consiglio di Amministrazione, trattandosi di scelte di politica aziendale ed incombenze validamente delegate ai responsabili delle singole unità produttive.”

Il ricorso del Procuratore della Repubblica

Ha seguito poi un ricorso del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale, nel quale veniva contestata la decisione di escludere la responsabilità dei due organi di cui sopra, che erano stati informati delle manchevolezze in ambito sicurezza e che non avevano agito mirando ad assumere soluzioni concrete. La Cassazione ha però rigettato il ricorso in quanto infondato sostenendo che:

  • Per quanto riguarda l’Organismo di VigilanzaLike-FB-GLConsulting2bis“il ricorso non precisa quali fossero la carenze e le manchevolezze che sarebbero state dolosamente ignorate dai membri dell’Organismo di Vigilanza: né, in particolare, il ricorso afferma che siffatte imprecisate manchevolezze avrebbero riguardato le ceste utili per la sollevazione dei tubi.”
  • Per quanto riguarda il Consiglio di Amministrazione“le perplessità sono causate da una inevitabile contraddizione nella quale la ricostruzione della vicenda sembra avvilupparsi, poiché, se – seguendo appunto l’ipotesi di accusa – i citati membri dell’Organismo di Vigilanza nulla avevano riferito ai membri del Consiglio di Amministrazione, è ben difficile ipotizzare una responsabilità in capo a questi ultimi per non avere adottato le cautele che le situazioni di pericolo avrebbero richiesto.

Ne consegue che la problematica sia di natura organizzativa e che la strumentazione necessaria a portare a termine l’operazione in totale sicurezza dovesse essere messa a disposizione dai soggetti responsabili di unità operative.

[Fonte: PuntoSicuro.it]

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*


4 × due =