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Ostacolare i revisori nelle verifiche antiriciclaggio non è più reato

Ostacolare i revisori non è più reato

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che prevede la depenalizzazione di una serie di crimini di scarso rilievo sociale. Tra questi vengono trasformati in illeciti amministrativi (punibili solo con multe) l’ingiuria, il furto del bene da parte di chi ne è comproprietario e l’appropriazione di cose smarrite, la guida senza patente e la coltivazione di cannabis a uso terapeutico. Si aggiungono all’elenco anche l’omesso versamento delle somme trattenute dal datore di lavoro come contribuiti previdenziali e assistenziali e a titolo di sostituto di imposta, se l’importo non supera 10mila euro annui.

Non solo, perché i decreti legislativi del pacchetto depenalizzazioni varati dal Governo Renzi questo mese prevedono anche sanzioni inferiori per i manager che ostacolano le verifiche antiriciclaggio. In sostanza le multe restano, ma passano da 10 mila a 50 mila euro contro i 75 mila previsti fino a oggi. Parliamo di minori sanzioni per gli amministratori che nascondono documenti impedendo ai revisori di verificare lo stato di salute della loro società o di verificare eventuali irregolarità.

Viene esclusa anche la rilevanza penale per banche, poste, società di gestione del risparmio e compagnie di assicurazione che non registrano o identificano la propria clientela ai fini dell’antiriciclaggio. Nonostante ci si allontani dal penale, però, in questo caso salgono le multe che passano da un tetto massimo di 13 mila a 30 mila euro. Una serie di novità che sicuramente hanno fatto brindare molti manager, ma che possono avere impatti non indifferenti in moltissimi ambiti.

Non a caso il Ministero della Giustizia si è detto “disponibile a ricalibrare la sanzione” per i manager che ostacolano i revisori. È stata inoltre diffusa una precisazione: a essere fuori dalla sfera del penale solo il primo comma dell’articolo 29 del decreto del 2010 sulla revisione legale dei conti, che recita: “I componenti dell’organo di amministrazione che, occultando documenti o con altri idonei artifici, impediscono o comunque ostacolano lo svolgimento delle attività di revisione legale sono puniti con l’ammenda fino a settantacinquemila euro.

Like-FB-GLConsulting2bisNel caso in cui l’occultazione di dati arrechi danno ai soci o a terzi o laddove la revisione legale coinvolga enti di interesse pubblico è ancora previsto l’arresto fino a 18 mesi. Ma cosa si intente con “ostacolare le verifiche antiriciclaggio”? Parliamo di chi impedisce -mediante qualunque artifizio- l’acquisizione di informazioni circa la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società. Ma a non rischiare più la prigione ci sono anche gli intermediari e i revisori che non rispettano il decreto 2007 relativo alla “prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo”.

Un passo in avanti? Non sembrerebbe, soprattutto perché l’obiettivo dell’esecutivo era di riuscire a punire subito i colpevoli senza dover aspettare le lunghe tempistiche del procedimento penale. Ma così facendo il rischio è che la sanzione sia così bassa da non costituire un ostacolo per chi compie attività di riciclaggio.

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[Fonti: Ilfattoquotidiano.it, Revisionelegale.mef.gov.it]

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