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Parliamo di autoriciclaggio anche quando il reato è commesso prima del 1 gennaio 2015

autoriciclaggio-retroattivo

Abbiamo già parlato diverse volte dell’autoriciclaggio, inserito nel Codice Penale dalla legge 186/2014 a partire dal 1° gennaio dell’anno scorso. Parliamo di autoriciclaggio quando viene sanzionato e punito non solo chi commette riciclaggio, ma anche chi collabora all’azione criminosa trasferendo o nascondendo denaro derivato dal delitto.

Ma da poco ha visto la luce anche il primo intervento di rilievo da parte dei giudici di legittimità su questo reato. Infatti, con la sentenza numero 3691 della Seconda sezione penale, depositata il 27 gennaio 2016, viene definito che l’autoriciclaggio scatta anche quando il reato presupposto è stato commesso prima dell’entrata in vigore del nuovo articolo 648 ter 1 del Codice Penale.

Sequestro per autoriciclaggio nel Comasco

Viene quindi confermata l’ordinanza con cui il Tribunale del riesame di Como ha avviato la procedura di sequestro dei beni di un uomo che, in precedenza già indagato per riciclaggio, ha superato il confine con la Svizzera e si è recato a Milano con una borsa contenente pacchi di banconote per un valore complessivo di 240 mila euro, oltre a 870 euro in contanti nel portafogli. Nella macchina era inoltre presente un doppio fondo dietro alle bocche di aerazione del cruscotto.

Nella residenza dell’indagato sono poi stati sequestrati altri beni e somme di denaro in contanti, in forte contrasto con i modesti redditi dichiarati dal soggetto. Ecco perché è stato subito messo in atto il sequestro con sospetto di commissione del reato di autoriciclaggio.

La posizione della difesa

La difesa, dopo la conferma della misura cautelare da parte del Tribunale del Riesame, ha puntato sulla non retroattività della legge penale, sottolineando come non sia possibile contestare l’autoriciclaggio quando il reato sia stato commesso in data precedente rispetto a quella di entrata in vigore della legge 186/14, ovvero il 1° gennaio 2015.

La risposta della Corte di Cassazione

La Corte ha quindi bocciato il motivo avanzato dalla difesa Like-FB-GLConsulting2bisdefinendolo infondato e chiarendo l’irrilevanza che il fatto del reato presupposto sia stato compiuto prima del 2015: “Va premesso che impropriamente viene invocato il principio di irretroattività della legge penale di cui all’articolo 2 del Codice penale in relazione ad un reato, quale quello di autoriciclaggio, nel quale soltanto il reato presupposto si assume commesso in una epoca antecedente la data di entrata in vigore della legge n. 186 del 2014, ma quando comunque lo stesso reato era già previsto come tale dalla legge”.

In questo caso, l’indagato avrebbe potuto “salvarsi” solo grazie alla voluntary disclosure.

[Fonte: Sole24ore.com]

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