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Perchè Google dà le cose gratis: l’informazione dall’azienda all’utente

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Un riepilogo del vostro profilo? L’elenco dei vostri interessi, delle preferenze e delle abitudini raccolto da Google in una scheda che racconta di voi. Le specifiche individuate sono:

  • Sesso
  • Età
  • Lingue
  • Interessi
  • Informazioni relative a campagne AdWords

In sostanza più completa è la scheda, più specifici sono i dati che forniamo, più Google sarà capace di mostrare annunci a pagamento mirati secondo i nostri interessi facendoci rientrare in un target piuttosto che in un altro. Un sistema win-win, che consente a un teenager di risparmiarsi annunci su dentiere o apparecchi acustici e a un rivenditore di mazze da golf di non mostrare i propri annunci ad un appassionato di sci o di surf.

Like-FB-GLConsulting1Quanto più il nostro profilo su Google Plus sarà dettagliato e ricco di informazioni, tanto più la scheda risulterà completa e Google potrà filtrare gli annunci visualizzati. Quando viene attivata una campagna AdWords l’inserzionista può scegliere il target cui rivolgersi in termini di età, sesso, area geografica e interessi definendo le parole chiave per cui il proprio annuncio deve comparire e il testo dell’annuncio stesso che verrà visualizzato in alto con il tipico bollino giallo con la scritta “Ann.”. Il sistema funziona come un’asta: a seconda della concorrenza, la visualizzazione dell’annuncio per un determinato pubblico e una determinata keyword avrà un costo diverso per ogni click.

Il prodotto funziona e certamente non può che migliorare con l’aumentare di dati che Google raccoglie sui propri utenti: più mirati riescono a essere gli annunci, più il cliente che paga per pubblicarli ha probabilità di raggiungere potenziali clienti, più il prodotto AdWords avrà successo. In sostanza se nella mia scheda seleziono tra gli interessi “Cura dei capelli”, io rientrerò nel target di chi vende prodotti come shampoo, balsamo, creme e prodotti appositi e per esempio visualizzerò il nuovo annuncio di L’Oreal. Con ottime probabilità cliccherò sull’annuncio perché mi interessa e scoprirò un loro nuovo prodotto sul sito che potrei acquistare di lì a breve e l’investimento di L’Oreal di 0,45 cents per il mio click gli sarà valso €15 di prodotti venduti.

Possiamo quindi dire che Google ci offre cose gratis?
In pochi click possiamo avere: un profilo online su Google Plus che ci consente di collegarci con tutti i nostri colleghi, amici e aziende di riferimento; la possibilità di inserire la nostra impresa in Google Places con recensioni dei clienti e il pin sulle mappe di Google; il sistema complesso e articolato di Analytics, che consente a qualsiasi possessore di un sito di monitorare visite, interazioni e rendimento dello stesso. Addirittura ora abbiamo tutti gratuitamente la APP di Google Maps sul nostro cellulare, che ci consente di avere un navigatore gratuito, aggiornato in tempo reale su cantieri, incidenti e traffico, in grado di ricalcolare percorsi alternativi in pochi secondi e di condividerli. Un passo enorme che metterà a dura prova Garmin, Tom Tom e tutti gli altri produttori si sistemi di navigazione costosi e aggiornabili a pagamento.

Ma perché Google ci regala così tante cose?
Perché tutte le informazioni che raccoglie permettendoci di utilizzare le proprie APP sono materiale prezioso e complesso, una conoscenza di valore inestimabile che consente la profilazione del pubblico e l’ottimizzazione degli investimenti di marketing di tutte le aziende del mondo. È forse cosa da poco? Un sistema subdolo? La follia del Web 2.0?

A noi sembra che funzioni sotto tutti i punti di vista, voi cosa ne pensate?

1 Commento su Perchè Google dà le cose gratis: l’informazione dall’azienda all’utente

  1. glog bear // 21/10/2014 a 11:51 // Rispondi

    Certo che fa paura un po’. Schedatura ? Però almeno mi fanno vedere cose di interesse…

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