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Privacy e giornalismo: le regole per la PA sono chiare!

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Privacy e giornalismo: una costante lotta al tira e molla tra la tutela dei dati e il diritto di cronaca. Stavolta a vincerla è stata la stampa, infatti il Garante Privacy ha emanato un provvedimento rivolto alla pubblica amministrazione, che usa invocare la tutela della privacy per rifiutare A PRIORI ai giornalisti l’accesso ai documenti.

È stato il Presidente del Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige/ Südtirol a porre dei quesiti 022_3176x2584_all-free-download.com
all’Autorità in merito alla divulgazione alla stampa e alla pubblicazione online dei dati sui vitalizi di consiglieri ed ex consiglieri regionali e provinciali. Il Garante ha risposto in modo chiaro: il Codice Privacy non definisce le norme di accesso ai documenti amministrativi e ha aggiunto “Il diritto di prendere visione e di estrarre copia di documenti rimane dunque attribuito alle persone che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.

L’amministrazione ha quindi il compito di verificare i presupposti per l’accesso a un documento da parte della stampa, caso per caso, mentre il giornalista ha la responsabilità di diffondere le informazioni qualora la sua istanza venga accolta.

Like-FB-GLConsulting2bisSe si parla di diffusione online, invece, il Garante ha ribadito che è consentita la diffusione di dati personali da parte di soggetti pubblici qualora essa sia prevista da una norma di legge o di regolamento. Prima di divulgare i dati sul sito web istituzionale, quindi, l’amministrazione deve verificare che la normativa preveda tale obbligo. La procedura è la stessa per tutti gli atti e i documenti amministrativi che contengono dati personali: in assenza dell’obbligo, la pubblicazione dei documenti, potrà avvenire solo dopo aver anonimizzato i documenti.

Per saperne di più puoi consultare le Linee guida sulla trasparenza on line della PA.

[Fonte: Garanteprivacy.it]

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