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Attenzione alla privacy online: le aziende devono tutelarsi

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Economia digitale, fiducia e psicologia del consumatore sono alcune delle tematiche su cui il Garante Privacy Antonello Soro e altri relatori di rilievo sono intervenuti durante lo scorso Privacy Day Forum. Nell’ottica di far luce sulla protezione dei dati e sulla sicurezza informatica, argomenti di grande rilievo nell’era del web 3.0, ci si è voluti soffermare parecchio sull’esperienza dell’utente e sul suo modo di affrontare Internet nella vita quotidiana.

Un accesso online, oggi, può costarci profilazioni, indicizzazione, il “furto” di numerosi dati personali e svariate scocciature. Ecco perché viene chiesto alle aziende di essere sempre più trasparenti e consapevoli nelle loro attività di marketing e targetizzazione. Analizzando la brand reputation e la customer satisfaction di un’azienda non facciamo altro che definire il grado di apprezzamento del pubblico nei suoi confronti. E quali parametri possono essere più incisivi del rispetto che l’ente stesso ha nei confronti dei dati dei propri utenti?

Come sottolinea il presidente di Metis Lab Andrea Chiozzi: Le aziende sono tenute a prestare una maggiore attenzione nella scelta di partner e fornitori, in grado di proporre e gestire strumenti per il web non invasivi e adatti alla gestione dei dati personali, all’efficienza degli strumenti e delle procedure, per non dovere impiegare risorse economiche e di tempo sproporzionate”.

Like-FB-GLConsulting2bisLa scelta attenta e ponderata di fornitori web che sappiano come realizzare piattaforme al contempo funzionali e sicure per gli utenti è necessaria per evitare di pagare salate sanzioni dopo e di risultare irrispettosi e distratti agli occhi del proprio pubblico. Giovanni Crea, professore di psicologia economica e ICT dell’Università Europea di Roma, aggiunge: “Le imprese più lungimiranti dovrebbero interpretare i bisogni di protezione e di sicurezza dei consumatori, e il relativo quadro normativo riconducibile in primis al Codice della Privacy, come un’opportunità piuttosto che un vincolo”.

Secondo il Garante privacy deve essere la politica a inquadrare questi temi come fondamentali: la precarietà e l’insicurezza informatica impediscono l’innovazione e minacciano qualsiasi tipo di impresa. Inoltre i danni dovuti a violazioni privacy sono costati al nostro Paese alcuni miliardi di euro: il nuovo Regolamento deve considerare questi sprechi di risorse e prevedere una migliore protezione dei dati tramite meccanismi di tutela più efficaci e l’inserimento del privacy officer.

[Fonte: Federprivacy.it]

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