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Diritti e doveri delle strutture sanitarie: l’Avv. Diego Fulco al Privacy Day 2015

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L’esperto di privacy e Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano per la Privacy Diego Fulco è intervenuto durante lo scorso Privacy Day Forum soffermandosi sulla protezione dei dati in sanità. In questo ambito ci sono infatti state novità molto rilevanti su cui è importante concentrarsi. È il Garante Privacy stesso ad essere intervenuto sul processo normativo con le proprie Linee Guida sul dossier sanitario del 4 giugno 2015.

La lettura fatta dall’Avvocato Fulco è trasversale e inizia dalle leggi 675 e 676 per arrivare a oggi, in cui il Provvedimento prescrittivo del Garante è il punto di riferimento. Violarne le direttive infatti comporta sanzioni (anche combinabili) e sfuggirvi non sarà facile dato il fitto calendario di ispezioni previste dall’Autorità. Il dossier sanitario è interno a ogni struttura sanitaria e deve essere visto come possibilità, per svariati reparti interni alla struttura, di consultare i dati sanitari in modo pratico, rapido e sicuro.

Anche il fascicolo sanitario elettronico verrà presto introdotto e le aziende sanitarie dovranno rifare l’informativa e rimodulare il consenso basandosi sia su questa tipologia di documento, sia sulle Linee Guida per il dossier sanitario. Il paziente deve avere sempre il diritto: di oscurare dati o eventi clinici che non vuole siano letti, di cambiare idea in merito a un dato facendolo oscurare anche dopo aver dato il consenso e di nascondere gli oscuramenti effettuati in passato.

Like-FB-GLConsulting2bisNon solo, anche gli accessi al dossier devono essere tracciati: sia che si tratti di log effettuati per modifiche/interventi sulle informazioni, sia che si tratti di semplici consultazioni. Parliamo quindi di un vero e proprio processo di digitalizzazione da parte delle strutture sanitarie, che non può trascurare la tutela dei dati trattati e che implica un’evoluzione in diverse direzioni.

È facile, nel contesto di una richiesta così forte alle strutture sanitarie italiane in termini di organizzazione, digitalizzazione, informatizzazione e controllo, che gli addetti privacy interni a questi enti si ritrovino nel panico. È quindi bene affiancare all’organizzazione un consulente che guidi la struttura verso l’adeguamento alle nuove normative, che ci siano luoghi in cui le strutture e gli esperti possano confrontarsi e gestire il passaggio nel modo più chiaro e completo possibile. Il dialogo deve però anche coinvolgere la stampa, i pazienti e deve consentire una grande informazione tra i vari attori coinvolti.

[Fonti: Federprivacy.it]

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