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Regole e condizioni per poter lavorare nei locali interrati e seminterrati

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Anche se non ce ne rendiamo conto, capita spesso che l’attività lavorativa venga svolta in locali interrati e seminterrati, nei quali i lavoratori devono permanere anche per lunghi periodi. Proprio a questa eventualità, il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ( D.Lgs. 81/2008) dedica l’articolo 65:

  1. È vietato destinare al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei.
  2. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, possono essere destinati al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei, quando ricorrano particolari esigenze tecniche. In tali casi il datore di lavoro provvede ad assicurare idonee condizioni di aerazione, di illuminazione e di microclima.
  3. L’organo di vigilanza può consentire l’uso dei locali chiusi sotterranei o semisotterranei anche per altre lavorazioni per le quali non ricorrono le esigenze tecniche, quando dette lavorazioni non diano luogo ad emissioni di agenti nocivi, sempre che siano rispettate le norme del presente decreto legislativo e si sia provveduto ad assicurare le condizioni di cui al comma 2.

Quindi in sostanza siamo di fronte a un divieto che però, grazie alla deroga, trova delle eccezioni ben precise, possibili unicamente in condizioni specifiche. Riguardo a tali condizioni sono state fornite delle indicazioni da parte di diverse fonti, tra cui la ASL di Brescia. Riportiamo di seguito alcune delle linee guida più interessanti.

  • Per tutti i locali deve essere garantita la mobilità anche a persone con capacità motoria ridotta o impedita, in forma permanente o temporanea;
  • Se i locali interrati e seminterrati sono complementari a locali posti al piano terra, bisogna garantire il requisito di visibilità Like-FB-GLConsulting2bisdei locali interrati o seminterrati così come l’accessibilità dei locali al piano terra e eventuali piani superiori;
  • Qualora il luogo di lavoro preveda un percorso per raggiungere un luogo sicuro superiore ai 30 metri, è necessario avere una seconda uscita di sicurezza;
  • L’altezza minima utile per gli ambienti è di 3 metri (derogabile a discrezione dell’Organo di Vigilanza a 2,70 metri per locali interrati o seminterrati che sono complementari a locali posti al piano terra e utilizzati da attività lavorative con basso inquinamento acustico). Qualora l’altezza dei soffitti sia variabile, si considera come altezza minima l’altezza media ponderata di ogni determinato ambiente;
  • Tutti i locali dovranno avere delle finestre apribili, per una superficie pari a 1/8 della superficie calpestabile, con sistemi di apertura facili da manovrare. Sono previsti impianti di illuminazione e impianti di ventilazione e condizionamento nel caso in cui non vi siano fonti di illuminazione e areazione sufficienti con le sole finestre;
  • Per poter utilizzare questi locali deve inoltre essere redatta entro 24 mesi da inizio attività una valutazione dei livelli di concentrazione di gas radon.

L’OdV ha il potere di rimuovere (mediante provvedimento) i limiti posti dall’ordinamento previa verifica di compatibilità dell’esercizio con il bene tutelato: ossia la sicurezza e la salute dei lavoratori. Il provvedimento di autorizzazione dell’Organismo di Vigilanza che consente di svolgere l’attività lavorativa nei locali interrati e seminterrati deve infine essere congruamente motivato e richiede una particolare verifica di idoneità. Inoltre, eventuali limitazioni dell’orario di lavoro devono essere motivate a partire dalle esigenze specificate nella norma stessa

[fonti: PuntoSicuro.it]

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