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SecondWife: il sito di incontri per musulmani che cercano una seconda moglie

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Abbiamo parlato in passato di siti in cui cercare l’amore, di siti in cui cercare compagnia, o addirittura un’amante. Ma non potevamo immaginare che sarebbe arrivato anche un sito dedicato ai musulmani che sono in cerca della seconda moglie. La sura 4:3 del Corano recita “E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti.”

Insomma: purchè siate giusti, se volete, sposate più di una donna. Ed è proprio quello che ancora oggi capita nelle famiglie musulmane, che “aggirano” le leggi di alcuni Paesi europei celebrando matrimoni non registrati pur di arrivare ad avere più di una sposa. La regola è chiara: tutte le mogli devono essere d’accordo, poi si può procedere.

Secondwife.com

Nasce proprio con l’idea di soddisfare questo bisogno il progetto di Azad Chaiwala, imprenditore pachistano che ha creato la piattaforma SecondWife.com. Qui gli utenti (uomini e donne) si possono iscrivere creando un profilo personale, chattando e raccontando di sé sempre nei limiti di quanto consentito dall’Islam. Il sito è monitorato e i profili devono rispettare i parametri di decenza imposti dalla cultura e dalla religione, ma si tratta di un sito di incontri a tutti gli effetti, che ha l’obiettivo di far incontrare a uomini musulmani la seconda moglie.

15-20 mila famiglie poligame

In molti Paesi europei, come dicevamo, la poligamia non è legale, ma è facile sfuggire a questi “dettagli”. Se il matrimonio non viene registrato o segnalato alle autorità allora è sufficiente che sia celebrato dall’imam et…voilà! E così si stima che in Gran Bretagna, Francia e Italia il numero di famiglie poligame oscilli tra i 15 e i 20 mila. Basta pensare che sono 35mila gli iscritti inglesi al sito: di sicuro non è stato preso come uno scherzo.

Il dissenso degli inglesi

Ma è proprio la serietà con cui SecondWife nasce che ha generato moltissime critiche e dibattiti. Il parlamentare labourista Khalid Mahmood tenta di dissuadere le donne dall’iscriversi facendo luce sui rischi legali e finanziari, mentre la rappresentate al Consiglio cittadino di Birmingham Mariam Khan parla di un utilizzo distorto dei precetti islamici.

Chaiwala: “è solo ipocrisia!”

Like-FB-GLConsulting2bisSecondo Chaiwala però si tratta solo di ipocrisia: il fatto che le mogli debbano approvare i successivi matrimoni lo rende un accordo vero e proprio, senza parti lese. Inoltre aggiunge: “I siti sono pubblici proprio perché non c’è nessun invito a violare la legge. I Paesi occidentali proibiscono la poligamia, ma questi matrimoni non vengono registrati ufficialmente. Per essere vissuta, una relazione non ha bisogno di pezzi di carta“. Non solo, ma l’imprenditore ha anche aperto Polygamy.com, la versione aperta a tutti i poligami che cercano altri partner.

[Fonte: Repubblica.it]

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