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Si potrà usare YouTube senza accedere a Google+

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Ebbene sì: YouTube sarà completamente separato da Google. Non sarà più obbligatorio avere il profilo di Google+ per commentare i video su YouTube, né i commenti fatti su un canale finiranno automaticamente nell’altro. In poche parole non si dovrà più avere un profilo Google+ per gestire il proprio canale YouTube, ma per effettuare la separazione bisogna aspettare ancora. Loro stessi avvisano di NON effettuare subito questa separazione, altrimenti il rischio è che il canale venga chiuso: sarà YouTube stesso ad avvisarci quando sarà possibile farlo.

Giorgio Taverniti ci elenca nel suo video “YouTube si stacca da Google+ ma Facebook lo distrugge!” i pregi e i difetti di Google+ e gli errori commessi in questa fusione che si è poi rivelata un immenso fallimento. Tra le cose di salvare del social della grande G mettiamo hangout, il servizio per le videoconferenze e le videochiamate e local, per trovare i luoghi più interessanti grazie a commenti e recensioni dei membri delle proprie cerchie.

Mentre tra le critiche concrete abbiamo la ‘falsificazione’ delle statistiche: Google+ è sempre stato un social poco utilizzato, ma guardando i report sembrava avere enorme successo perché le metriche di YouTube comparivano di fatto in queste statistiche e ne gonfiavano i dati. In sostanza un commento su un video YouTube risultava come un commento Google+, ma non è proprio la stessa cosa!

YouTube dalla sua era un social fatto e finito e da sempre destinato al successo, che ha sofferto molto questo inglobamento soprattutto dal punto di vista social e dell’innovazione. La home di YouTube, ci ricorda Giorgio, è praticamente la stessa fin dalla sua creazione e si basa su alcuni errori fondamentali, come la presunzione che YouTube possa dirci quali video vogliamo guardare, idea che va a compromettere il legame tra lo YouTuber e la community. Manca quindi il controllo dello stream e la gestione delle notifiche che davvero ci interessano.

Tutti questi fattori si traducono in un clamoroso distacco tra il successo degli YouTuber sugli altri social, in particolare su Facebook, e la loro scarsa visibilità su Google+. Insomma: Facebook la fa da padrona anche sul social che è (o era fino a poco fa) al 100% legato a YouTube. Inoltre, quando oggi inserisco il link di un video caricato su YouTube in Facebook per condividerlo, il social mi invia un messaggio consigliandomi di caricare direttamente il video su FB, perchè “avrò la possibilità di analizzarlo con gli insights” e perché di fatto “agli utenti piace di più così”. Una bella trovata? Sicuramente sì, soprattutto perché ci ricorda che mentre i video di Facebook non possono essere condivisi su YouTube vale invece il contrario e quindi il nostro amichetto blu la vince sulla battaglia della condivisione quasi ad occhi chiusi.

Like-FB-GLConsulting2bisInsomma: come sottolinea Giorgio “Come chi vuole competere con Google nella ricerca è un pazzo, allo stesso modo chi vuole competere con Facebook nei social è un pazzo.” Google+ resta sicuramente una piattaforma interessante con strumenti validi, ma sarà di fatto separata dal mondo video di YouTube, che allo stesso tempo dovrà migliorare se vuole farla franca e battere Facebook nella lotta alle condivisioni. Se questo determinerà la fine di G+ lo scopriremo nel tempo, per ora non ci resta che aspettare e sfruttare al meglio gli strumenti utili che ci offre.

Nel frattempo, da quando è stata annunciata la separazione, YouTube sta avendo una serie di problemi: bug, iscritti che scappano e soprattutto un’enorme e incomprensibile mancanza di comunicazione. Insomma: un unico post sul loro blog per parlare a 23 milioni di iscritti. Condividiamo lo scetticismo di Giorgio Taverniti rispetto a questa scelta (o forse a questa non scelta?!) proprio perché nell’era della comunicazione, in uno strumento social il silenzio stampa può risultare forse solo spocchioso o menefreghista… ma sicuramente non produttivo!

[Fonti: Fast Forward di Giorgio Taverniti, YouTube]

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