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Sicurezza e campi elettromagnetici: l’esposizione nell’utilizzo di defibrillatori

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In campo medico si tende a pensare che a correre rischi per la propria sicurezza e salute siano prevalentemente i pazienti ma, nella realtà dei fatti, bisogna considerare anche una serie di rischi cui anche gli operatori vengono frequentemente sottoposti. Uno tra questi è l’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, generati da apparecchiature quali gli elettrobisturi, gli apparati per la diatermia, gli apparati per la magnetoterapia e i defibrillatori.

Ed è proprio quest’ultimo ad attirare molto l’attenzione su di sé: non solo perché è un apparecchio medico molto comune e particolarmente utile, ma anche perché si tratta di un oggetto con cui è possibile entrare in contatto anche in situazioni non strettamente ospedaliere.

I campi generati dai defibrillatori

Per avere un quadro più chiaro della situazione, prendiamo in esame il documento “Campi Elettromagnetici in ambito Sanitario: valutazione e prevenzione dei rischi”, a cura di A. Bogi, I. Pinto, N. Stacchini e D. Andreuccetti, N. Zoppetti, ampiamente analizzato dalla rivista online Puntosicuro.it.

L’uso del defibrillatore, in primis, va considerato come una fonte non intenzionale di campo, la cui creazione non è legata al suo funzionamento, ma può essere considerata un effetto indesiderato. I campi che si vengono a creare sono sia elettrici che magnetici, a bassa frequenza e con un’onda impulsiva non ripetitiva: ossia vengono generati unicamente nel momento della scarica. Il picco di induzione magnetica (il più rilevante) per un corpo a pochi centimetri dal defibrillatore è dell’ordine delle decine di microtesla, mentre il campo elettrico può arrivare ad alcune centinaia di V/m.

Ma quali sono le criticità legate all’uso di defibrillatori?

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Generalmente, i manuali di istruzione dei defibrilaltori non riportano informazioni di sicurezza legate alla prevenzione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici. Inoltre, in alcuni casi, non vengono svolti i controlli periodici di funzionalità dell’apparecchiatura, il che rende le esposizioni a campi elettromagnetici possibili, anche a livelli di intensità superiore a quelli di riferimento.

Misure di tutela nell’uso di defibrillatori

Come evitare di subire un’esposizione nociva?

  • In primis, laddove l’esposizione superi i livelli di riferimento, è necessaria una valutazione di idoneità da parte del medico competente, periodici controlli, una formazione degli operatori dedicata con addestramento per ridurre l’esposizione durante l’impiego del macchinario;
  • La prevenzione è possibile grazie all’affissione di apposita segnaletica nella sala di installazione;
  • Le dimensioni della stanza in cui si effettua il trattamento dovranno rispettare determinati parametri;
  • Se l’apparecchio viene utilizzato in spazi aperti è necessario che gli operatori mantengano le altre persone a una distanza minima di un metro;
  • La presenza di oggetti in metallo nella zona circostante l’apparato deve essere trattata con particolare attenzione;
  • I lavoratori che hanno accesso al locale in cui gli apparati sono installati devono essere informati degli effetti dell’esposizione elevata a campi elettromagnetici.

[Fonti: Puntosicuro.it]

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