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Sicurezza sul lavoro: gli obblighi del lavoratore

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Si tende spesso a parlare di sicurezza sul lavoro in termini di diritti e di tutela dei lavoratori, oppure di obblighi e doveri da parte di enti e datori di lavoro. Ma non dobbiamo escludere né dimenticare che anche i lavoratori stessi hanno degli obblighi in termini di sicurezza, i quali devono essere rispettati perché sia possibile garantire la tutela della loro salute in ogni situazione. Si è occupato della tematica OLYMPUS, l’osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro, nel suo Working Paper di giugno 2014.

Il documento, intitolato “L’individuazione e le responsabilità del lavoratore in materia di sicurezza sul lavoro”, si dedica proprio a far luce sul ruolo del lavoratore e sulle sue responsabilità in caso di infortunio. In primo luogo viene fatta una premessa fondamentale e chiara: perché venga chiamata in causa la responsabilità del lavoratore in quanto inadempiente agli obblighi di sicurezza è necessario che il datore di lavoro abbia a sua volta adempiuto ai propri obblighi, soprattutto agli “obblighi di prevenzione tecnica e organizzativa, di informazione e formazione e, infine, di vigilanza e controllo”.

Come regola generale, quindi, qualora l’evento lesivo sia riconducibile alle omissioni o alle mancate o insufficienti misure di cautela di responsabilità del datore di lavoro o dei suoi collaboratori, non importa che il lavoratore abbia assunto un comportamento  negligente: se non era imprevedibile allora la responsabilità cade sul DDL. Diciamo quindi che il lavoratore è tutelato sotto moltissimi punti di vista e che è il datore di lavoro a doversi preoccupare di misure, procedure e di prevenzione.Like-FB-GLConsulting2bis

Tuttavia diverse pronunce hanno ridotto la responsabilità del datore di lavoro nel caso di concorso di cause colpose o di cooperazione colposa del lavoratore. In linea di massima assume una rilevanza decisiva nell’attribuzione della responsabilità l’elemento di prevedibilità e di evitabilità dell’evento dannoso. Se dunque “i principali soggetti destinatari degli obblighi di sicurezza abbiano adempiuto ai propri doveri/obblighi di informazioni, formazione, preparazione e cooperazione, può assumere rilevanza, nella imputazione e ripartizione delle responsabilità, il comportamento inadempiente agli obblighi di sicurezza del lavoratore, che se pur non esonera il datore di lavoro da responsabilità, ben può cooperare colposamente a causare l’evento dannoso”.

Il lavoratore che non osserva le misure prescrittive per la tutela e la sicurezza del lavoro assume infatti un comportamento inadempiente che non fa decadere la responsabilità del datore di lavoro, ma che concorre con essa in un concorso di colpe. La condotta colposa del dipendente sarà quindi valutata in base alla violazione e alle mancanze del DDL. Il datore ha una serie complessa di doveri nei confronti dei propri lavoratori, ma ha anche il diritto di aspettarsi che questi facciano la loro parte, pur sempre sorvegliando che la normativa venga rispettata.

In certi casi, inoltre, la responsabilità può ricadere unicamente sul lavoratore “in caso di dolo – che in questa materia si identifica con l’autolesionismo – o di c.d. rischio elettivo, da lui posti in essere”. Con rischio elettivo intendiamo il rischio presente qualora il lavoratore svolga un’attività che va ben oltre quanto previsto dalla propria mansione: parliamo di attività oltre la propria competenza e di comportamenti imprevedibili e anomali. La responsabilità ricade unicamente sul lavoratore anche nello svolgimento di attività potenzialmente rischiose quando una sua condotta gravemente colposa abbia degli effetti determinanti nell’incidente.

[Fonte: Puntosicuro.it, Olympus.uniurb.it]

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