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Software pirata e diritto d’autore: quando la responsabilità è dell’azienda

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Il diritto d’autore: una questione delicata e che interessa spesso molti, specialmente chi scrive diffondendo solo ciò che è farina del suo sacco. Ma in generale il diritto d’autore oggi giorno va a tutelare così tante categorie, che dobbiamo quasi iniziare a preoccuparci di non riprodurre a casa una pettinatura vista dal parrucchiere per evitare di ritrovarci con un’accusa di plagio! Siamo passati dall’ignorare completamente la paternità di qualsiasi opera rubando a destra e a manca, a dover faticare giorni e giorni per trovare un’immagine online che possa essere riproposta nell’articolo di un blog senza rischiare una salata multa. Esagerato? Corretto? Indubbiamente quando qualcuno spende il suo tempo, lavoro e impegno a realizzare qualcosa di unico e prezioso è giusto che gliene venga attribuito il merito.

Proprio per questo il diritto d’autore fa anche riferimento ad un mondo che i più ignorano e che invece ci riguarda molto da vicino nel mondo del lavoro. In ambito 231 la questione viene trattata nell’articolo 25-novies del decreto e gli illeciti sono quelli previsti agli artt. 171 primo comma, lettera a-bis) e terzo comma, 171-bis, 171 ter, 171 septies e 171 octies della “Legge in materia di Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”. Lo scopo è di responsabilizzare tutte le aziende che gestiscono server mediante i quali possono essere diffuse opere protette dal diritto d’autore. I contenuti presenti sui server dovranno quindi essere monitorati, sia che siano pubblicati con il preventivo permesso del gestore degli stessi, sia che siano divulgati dagli utenti.

Ad esempio, se un dipendente scaricasse un programma piratato dal pc dell’ufficio, l’azienda per cui lavora potrebbe essere perseguita e punita con: una sanzione pecuniaria fino a 500 quote, l’interdizione dall’esercizio dell’attività, la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e altri provvedimenti.

Talvolta il download di un software pirata può essere involontario e casuale, ma spesso è invece intenzionale e i vertici aziendali non ne sono al corrente. Questo può essere sufficiente a proteggere l’Ente? Tendenzialmente no, proprio perché è l’azienda stessa a trarre un diretto vantaggio economico dall’utilizzo di un programma craccato. Ma come può tutelarsi un’azienda? In ambito 231 la risposta è sempre la medesima: provando di aver adottato e attuato in modo efficace un Modello di Organizzazione e di Gestione idoneo a prevenire il reato verificatosi RIGOROSAMENTE prima della commissione dello stesso. Tale modello deve inoltre essere stilato con il presidio di un Organismo di Vigilanza e deve essere diffuso tra i dipendenti.

[Fonti: Rivista231.it, Diritto.net, Consulentelegaleinformatico.it]

Preventivo

 

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1 Commento su Software pirata e diritto d’autore: quando la responsabilità è dell’azienda

  1. pienamente in accordo!

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