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Stress lavorativo cronico: insegnanti e burnout

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Inail ha realizzato una scheda dedicata al tema “burnout e insegnamento” e incentrata sulla sindrome da stress lavorativo che affligge il corpo insegnanti, sui rischi e sulle strategie per contrastarla. I più soggetti a questo tipo di patologia sono coloro che svolgono attività socio-sanitarie basate sui rapporti interpersonali, proprio perché hanno a che fare alunni, famiglie, colleghi e con il personale dell’istituto in modo prolungato e risultano quindi più esposti ad un esaurimento di tipo fisico ed emozionale.

La sindrome da stress lavorativo cronico colpisce infatti coloro che, per professione, sono costantemente coinvolti in rapporti emotivamente forti e che hanno altissime aspettative nei confronti del proprio lavoro e dei risultati dello stesso. I primi sintomi sono l’assenteismo, la somatizzazione, un progressivo peggioramento delle prestazioni fino ad arrivare ad avere sintomi psico-fisici importanti che portano di frequente ad una richiesta di trasferimento o all’abbandono del posto di lavoro.

Tendenzialmente, un insegnante colpito da burnout può reagire con strategie di adattamento affrontando il problema in maniera più o meno diretta oppure sfogare lo stress con palliativi come il fumo, l’alcool o i farmaci e, nei casi più estremi, abbandonare il posto di lavoro. Tra le tecniche preventive ci sono: la consultazione di esperti, la capacità di gestire gli insuccessi, di porsi obiettivi ragionevoli e di tarare il carico emotivo.

Like-FB-GLConsulting2bisCi sono poi fattori che predispongono il singolo individuo esponendolo maggiormente al rischio, come il genere, una condizione familiare complicata o il livello di expertise. Ma indubbiamente gioca un ruolo fondamentale l’organizzazione scolastica: è infatti compito del datore di lavoro individuare tutti i rischi, stabilire adeguate misure di prevenzione e attuarle coinvolgendo il personale.

Ad esempio è utile rendere noti gli obiettivi dell’istituto e ascoltare le proposte del personale, fornire sostegno ma anche stimolare la consapevolezza e fornire le conoscenze adeguate rispetto all’organizzazione coinvolgendo il personale nelle decisioni.

[Fonti: Quotidianosicurezza.it, Inail.it]

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