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ThyssenKrupp e l’incendio che costò la vita a 7 operai, di chi è la colpa?

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Molti di noi ricordano ancora scossi la tragedia che nel 2007 vide 7 giovani operai perdere la vita dopo essere stati investiti da una nuvola incandescente nell’acciaieria della ThyssenKrupp. L’incidente era stato causato dalla fuori uscita di olio bollente da un macchinario utilizzato nella produzione di laminati: le vittime avevano riportato ustioni tra il 60 e il 90% del corpo e i colleghi che erano intervenuti al momento dell’incendio avevano dichiarato che “gli estintori erano semivuoti ma sigillati e quando si è tentato di usare gli idranti l’acqua non c’era”.

In un primo momento 6 manager dell’azienda erano stati sanzionati nell’aprile del 2011 per omicidio volontario con dolo eventuale, un’accusa forte e che fece molto scalpore; in appello poi si era passati all’omicidio colposo. Le Sezioni Unite hanno confermato il 24 aprile 2014 di proprio la riduzione di pena, ponendo fine alla lunga diatriba che vedeva opporsi il “dolo eventuale” e la “colpa cosciente”.

  • DOLO EVENTUALE: forma di manifestazione del dolo secondo cui il risultato della condotta non è obiettivo finale del comportamento dell’attore, né è conseguenza diretta della propria azione o omissione, ma risulta comunque essere una conseguenza possibile: il soggetto che compie l’azione sta quindi accettando il rischio consciamente.ES. Non sostituisco gli estintori guasti correndo il rischio che ci sia un incendio perché so che l’incendio potrebbe anche non avvenire mai.
  • COLPA COSCIENTE: in questo caso c’è mancanza di volontà dell’evento, quindi l’attore non agisce con il fine di scatenare l’effetto doloso, ma egli agisce prevedendo il risultato offensivo e ritiene erroneamente che tale risultato non si verificherà. ES. Non sostituisco gli estintori guasti perché sono certo che in caso di incendio funzioneranno ugualmente, anche se in realtà non è così.

Per individuare in quale dei due casi rientrassero i manager della ThyssenKrupp le Sezioni Unite hanno seguito una serie di indizi rilevanti spiegati in oltre 200 pagine di sentenza. In particolare, il comportamento della dirigenza in questo caso era comunque lontano dalle condotte standard e ovviamente quanto più è grave la colpa tanto più viene chiamato in causa il dolo. In generale bisogna anche tenere in considerazione il background degli attori: storia, esperienze e personalità nonché cultura, istruzione e conoscenza del contesto. Incidono anche sulla decisione finale la durata e la ripetizione della condotta, il comportamento successivo alla stessa e la probabilità del verificarsi dell’evento.

Like-FB-GLConsulting1Il verdetto finale è quindi “cooperazione colposa” da parte di tutti gli imputati e, sottolinea la Suprema Corte nella sentenza n°38343 depositata il 18 settembre, “le sanzioni già inflitte non potranno essere aumentate”. L’ulteriore appello previsto stabilirà quindi le pene degli imputati, che risulteranno però “alleggerite” rispetto a quanto stabilito in precedenza (ovvero da 10 a 7 anni di reclusione per i responsabili).
La Cassazione sottolinea che «il massimo autore delle violazioni antinfortunistiche che hanno causato gli eventi di incendio e morte» è stato identificato nell’ex Amministratore Delegato dell’azienda Harald Espenhahn, che viene quindi condannato per omicidio colposo.

Il commento di Raffaele Guariniello tratto da un’intervista con Puntosicuro.it: “Dato il dispositivo era immaginabile una sentenza di questo tipo. Il mio pensiero è che è una sentenza di eccezionale rilievo perché praticamente accoglie in pieno l’impianto accusatorio che avevamo allestito, condanna tutti gli imputati, condanna la società come ente in base alla responsabilità amministrativa, mette in luce la riconducibilità di questa tragedia alle scelte strategiche di fondo, cioè alla politica della sicurezza dell’azienda. Quindi costituisce un grande ammonimento per tutte le imprese. Dire che riduce le pene in rapporto a una sentenza che condanna l’imputato principale a dieci anni di reclusione, mi sembra persino un po’ ridicolo.”

Impossibile ignorare il contrasto con i commenti dei genitori e familiari delle vittime: “Avete scelto di non decidere in modo che questi vigliacchi non vadano in carcere”, ha gridato una parente fuori dall’aula magna del Palazzaccio.

[Fonti: Puntosicuro.it, Repubblica.it, Sole24Ore.it, Diritto-privato.it]

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