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Truffa al San Raffaele per 28 milioni di euro, indagate persone e enti

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Una truffa da 28 milioni di euro al servizio sanitario nazionale quella contestata dalla Procura di Milano nei confronti di 9 persone tra cui dirigenti, primari, rappresentanti legali e l’amministratore delegato dell’ospedale San Raffaele. Il gruppo avrebbe infatti falsificato i registri in modo da ottenere i rimborsi drg (Diagnosis Related Groups).

Il sistema DRG consente di classificare e raggruppare i pazienti dimessi da un ospedale in base alla diagnosi e all’attività di cura retribuendo gli interventi in base alla prestazione piuttosto che alle giornate di degenza, riducendo la spesa sanitaria. Questo sistema di classificazione è quindi utilizzato come riferimento ai fini della remunerazione dell’attività ospedaliera per acuti e consente di specificare le prestazioni di ricovero sui attribuire determinate tariffe.

Nel caso del San Raffaele, le equipe mediche delle sale operatorie venivano regolarmente costituite, ma alcuni medici, chirurghi e/o anestesisti figuravano presenti contemporaneamente in più sale operatorie.

Like-FB-GLConsulting2bisI reati sono quindi di truffa aggravata e di falso e vedono tra gli indagati: Alberto Zangrillo, primario di Terapia intensiva e Rianimazione generale e medico di Silvio Berlusconi, Mario Valsecchi, amministratore dell’ospedale San Raffaele fino al 2012 e Roberts Mazzucconi, direttore sanitario. In parallelo, sono indagati per il Decreto Legislativo 231/2001 sulla responsabilità degli Enti anche la Fondazione Monte Tabor, nella persona del legale rappresentante Claudio Macchi, e l’ospedale San Raffaele, in persona del legale rappresentante Gabriele Pelissero.

Insomma: un caso che non sembra risparmiare nessuno. Ad essere violate da parte delle figure giuridiche sono le norme di accreditamento (che impongono un numero minimo di medici e anestesisti): la struttura ospedaliera ha autocertificato la sussistenza di tutti i requisiti richiesti per ottenere il rimborso alle prestazioni sanitarie ottenendo ben 28 milioni di euro indebiti.

Tutti gli enti che hanno gestito la struttura ospedaliera nel periodo tra il 2011 e il 2013 risultano quindi coinvolti per le autocertificazioni e le dichiarazioni fasulle rilasciate allo scopo di ottenere un guadagno.

[Fonti: Ilfattoquotidiano.it, Assobiomedica.it, Corriere.it, Salute.gov.it]

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