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La app Uber in Italia: licenze, divieti e i prossimi passi

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Cos’è Uber

Uber, la app definita da La Stampa come un servizio “attivo in mezzo mondo e contestato nell’altra metà” ha un rapporto controverso con il nostro Paese. Per chi non la conoscesse, Uber ha due tipologie di servizi:

  • Il più famoso (e più amato) è UberPop, tramite cui è possibile usufruire di un servizio di auto privata, messo a disposizione da un qualunque cittadino, che offre la propria auto e la propria voglia di guidare per portarti da un punto A a un punto B (con eventuali tappe intermedie), chiedendo generalmente molto meno di un qualsiasi taxi con licenza;
  • Uber invece nasce per autisti professionisti della compagnia, con licenza e spesso auto di lusso, che possono essere prenotati tramite SMS o la app. Per diventare autisti è necessario: avere almeno 21 anni di età, possedere un’auto a 4 porte assicurata e non più vecchia di 8 anni, avere una fedina penale pulita e avere almeno 10 punti sulla patente – che non deve essere stata sospesa negli ultimi 10 anni.

La differenza tra UberPop e BlaBlaCar è che, in contanti, non gira mai un solo euro. Chi chiede il passaggio infatti, si registra nella app inserendo la propria carta di credito e concorda man mano la cifra del viaggio con i vari autisti. Una volta arrivato a destinazione e conclusa la corsa, i soldi vengono direttamente scalati dalla carta e accreditati sul conto dell’autista. Facile, veloce e comodissimo.

Capiamo bene a questo punto perché Uber sia tanto amato da chi deve spostarsi spesso e non ha/non vuole usare un mezzo proprio o i mezzi pubblici. E capiamo altrettanto bene perché i tassisti odino questo servizio altamente concorrenziale.

Uber nel mondo

UberPop è un servizio amatissimo negli Stati Uniti, dove ormai da tempo le auto Uber hanno superato quelle dei tassisti tradizionali, mentre in Francia le proteste dei proprietari di licenze taxi sono state tali da rendere il servizio illegale. AGGIORNAMENTO: Recentissimo il caso di Buenos Aires dove il servizio Uber è stato sospeso dopo un solo giorno dal suo varo in città, favorendo i sindacalisti che lo hanno definito “concorrenza sleale”.

E, nel dubbio, da che parte si sarà schierata l’Italia?

Il primo caso italiano contro Uber risale al 2013, quando un autista Uber con regolare licenza di noleggio con conducente è stato multato per aver atteso i clienti per strada e non, come avrebbe dovuto in base alla definizione dei servizi Ncc, in un apposito garage.

Da allora, i tassisti italiani si sono ribellati a questa forma di trasporto definita “concorrenza illecita” e hanno iniziato a comparire episodi di violenza nei confronti degli autisti di Uber.

Uber in Italia

Like-FB-GLConsulting2bisDopo una lunga diatriba tra proprietari di taxi, sindacalisti e vertici di Uber, il 9 luglio 2015, UberPop è stato definito illegale dal Tribunale di Milano con la disposizione che venisse sospeso in tutto il Paese. Come molti quotidiani online e blog sottolineano, si tratta di una decisione destinata a indebolirsi nel tempo: non è Uber a essere “sleale”, è la legge a essere vecchia e a consentire al sistema dei taxi di costituire un vero e proprio monopolio.

Ecco cosa afferma l’Autorità dei trasporti:

“Riguardo alle dinamiche tariffarie, per le città campione, negli ultimi anni si sono registrati aumenti di norma superiori a quello dell’inflazione. Ad esempio, tra il 2006 ed il 2014, a fronte di un aumento medio dei prezzi del 15% (dati Istat), a Roma le tariffe sono aumentate del 37%, a Firenze del 29% e a Milano del 23%”.

Uber oggi

Nel frattempo, Uber in Italia non molla: il suo servizio con autisti professionisti sta arrivando in molte grandi città con risultati pazzeschi. Basti pensare alla linea U di Roma pensata in occasione del Giubileo, che ha fornito un servizio su 9 fermate prestabilite e scelte dai cittadini e percorribili a prezzi davver economici.

Insomma le idee, i servizi, le proposte sono davvero molti: ce la farà il nuovo general manager italiano di Uber Carlo Tursi ad abbattere il muro della conservazione e a introdurre le altre opzioni Uber nel nostro Paese? Voi cosa ne dite? Lasciateci un commento con il vostro parere!

 

[Fonti: Autoblog.it, Panorama.it, Ilpost.it, Linkiesta.it, LaStampa.it, Ilfattoquotidiano.it]

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