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Voluntary Disclosure, riciclaggio e autoriciclaggio tra regole e sanzioni

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Voluntary Disclosure: l’ultima spiaggia per il contribuente che trasferisce all’estero i propri capitali senza dichiararli. Tramite l’autodenuncia è infatti possibile regolarizzare la propria posizione anche sul piano penale sanando le violazioni agli obblighi di dichiarazione annuale di capitali detenuti all’estero compiute fino a settembre 2014.

Ma quando si tratta di riciclaggio e autoriciclaggio valgono le stesse regole? Il Dipartimento Tesoro del Ministero dell’Economia ribadisce nella circolare del 9 gennaio 2015 che «resta immutato l’obbligo di attivare le procedure di adeguata verifica della clientela, incluso l’obbligo di identificazione del titolare effettivo» così come resta invariato l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette.

Nei casi in cui la verifica non possa essere portata a termine, la procedura di regolarizzazione ed il rapporto con il cliente dovranno essere rifiutati come previsto dall’articolo 23 del decreto 231. Inoltre, in caso di sospetto di utilizzo della procedura volontaria per finalità diverse da quelle previste dalla legge, si dovrà esporre segnalazione di operazione sospetta alla Uif.

Le sanzioni penali verranno applicate in caso di violazione delle norme sul riciclaggio e l’autoriciclaggio qualora i delitti presupposto compiuti dal cliente che vuole ottenere la voluntary disclosure non siano di natura fiscale. È questo il caso del trafficante di droga che fa rientrare denaro ottenuto dalla vendita della merce.

Like-FB-GLConsulting2bisNasce spontanea in questi casi la preoccupazione di chi fa da intermediario per le operazioni di presunto riciclaggio che però è da ritenersi infondata poiché si dovrebbe dimostrare la conoscenza dell’attività illecita o la mancata segnalazione dell’attività sospetta.

Con l’ordinanza 950 del gennaio 2015 della Cassazione, secondo la quale non è possibile sanzionare due volte per il medesimo reato, è stato quindi posto un limite che costringe a punire la violazioni o con sanzioni penali o con sanzioni amministrative.

Nel caso della voluntary disclosure non risulta un espresso richiamo nella legge del dettaglio delle sanzioni da applicare, quindi al momento rimane una questione di interpretazione normativa e occorre attendere le prime eventuali letture affinché ci vengano consegnati dei riferimenti più precisi e autorevoli.

[Fonte: Compliancenet.it]

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